Super Battle Golf è un party game caotico che funziona alla grande in compagnia, ma online può trasformarsi in un vero e proprio campo minato sociale. Nel senso letterale e figurato.
Super Battle Golf è disponibile su PC (Steam) dal 19 febbraio 2026. Il gioco è sviluppato da Brimstone e pubblicato da Oro Interactive. Supporta da 1 a 8 giocatori con sessioni online pubbliche e private.
Esiste un tipo preciso di gioco che non ha bisogno di spiegarsi troppo. Lo vedi, lo capisci in trenta secondi, e cinque minuti dopo stai già urlando contro il tuo migliore amico che ti ha sparato un laser orbitale mentre stavi per imbucare. Super Battle Golf è esattamente quel tipo di gioco, e il fatto che sia partito da “una proposta stupida del nostro artista VFX” per arrivare a 400.000 copie vendute in una settimana dice molto su quanto, a volte, l’istinto batta la pianificazione.
Il concetto è disarmante nella sua semplicità: fino a otto giocatori effettuano il tee off simultaneamente e corrono verso la buca. Non a turni. Tutti insieme, in tempo reale, cercando di sopravvivere al caos generato dagli altri. È meno golf tradizionale e più Mario Kart con mazze da golf e una dose massiccia di malafede reciproca.
Tutto succede contemporaneamente, ed è proprio questo il punto
La scelta di eliminare i turni è probabilmente la decisione di game design più intelligente del gioco. In un golf tradizionale aspetti, osservi e spesso ti distrai. Qui invece non hai mai un secondo per annoiarti: o stai colpendo la pallina, o stai raccogliendo un power-up, oppure qualcuno ti ha appena buttato fuori traiettoria con un golf cart e stai cercando di non finire in un lago di sabbia.
Il ritmo è costante e adrenalinico, e persino quando sbagli completamente la traiettoria riesci a rimetterti in gioco quasi subito.

I controlli sono volutamente accessibili: angolo e potenza si gestiscono in modo intuitivo, un elemento fondamentale per un party game che deve funzionare anche con chi non ha mai toccato un videogioco di golf. Ma sotto questa semplicità emerge qualcosa di più profondo: la fisica delle superfici, le traiettorie dei rimbalzi e la gestione degli item nel momento giusto. Chi gioca molto impara a leggere i percorsi meglio degli altri, e quella differenza si sente.
I 27 percorsi disponibili offrono una varietà sorprendente: ostacoli mobili, trappole esplosive, barriere distruttibili e scorciatoie che premiano chi osa. Almeno nelle prime sessioni, è difficile percepire una reale ripetitività.
Gli item: kit di tortura per amici
La vera anima del gioco sta negli item. Lanciarazzi, mine, fucili, aerei di supporto e laser orbitali: ogni pickup è un’opportunità perfetta per rovinare la giornata di qualcuno.
La cosa interessante è che il gioco incoraggia apertamente l’uso creativo e scorretto di questi strumenti: puoi posare una mina e poi tirare contro la pallina di un amico prima che si armi, usare il golf cart non per spostarti ma per lanciarlo fisicamente contro qualcuno, oppure trascinare un avversario direttamente nella buca con il bastone.

Ogni volta che ti chiedi “ma posso davvero farlo?” la risposta è quasi sempre sì.
Questo sistema di disruption continua è ciò che trasforma una partita in una vera storia da raccontare: la rimonta impossibile all’ultima buca, il laser orbitale sparato da metà mappa che fa cadere il leader nel lago, oppure il golf cart che finisce per eliminare il suo stesso guidatore.
Sono momenti che esistono perché il gioco costruisce attivamente le condizioni per farli accadere.
Con gli amici è oro. Online è un’altra storia
Ed è qui che emerge il vero problema esistenziale di Super Battle Golf.
Giocato con un gruppo di amici, possibilmente in voice chat, il titolo diventa una delle esperienze party più divertenti su Steam degli ultimi anni. Il caos ha senso, le risate sono genuine e anche la sconfitta più umiliante diventa materiale perfetto per sfottò bonari.
Il gioco raggiunge il suo picco con quattro-otto giocatori che si conoscono.

Online con sconosciuti la situazione cambia. Le recensioni degli utenti su Steam lo evidenziano chiaramente: le lobby pubbliche possono trasformarsi rapidamente in un bersaglio collettivo dove il giocatore casuale diventa il nemico di tutto il server. Alcuni utenti segnalano anche comportamenti tossici, insulti, linguaggio aggressivo e molestie vocali, aggravati dall’assenza di un vero sistema di report.
Non è un problema di design puro, ma è un problema reale che Brimstone dovrà affrontare se vuole rendere l’esperienza online sostenibile nel tempo. Il rischio concreto è arrivare al punto di voler premere il tasto Refund. E non è una sensazione piacevole per un gioco nato per far ridere.
Il singleplayer? Esiste
La modalità singleplayer è presente, ma funziona principalmente come allenamento. Senza l’elemento umano il caos perde significato, le partite contro l’IA risultano prevedibili e manca tutto ciò che rende il gioco speciale. È utile per imparare i percorsi, ma poco interessante come esperienza principale. Più che una critica è una constatazione: Super Battle Golf non è stato pensato per essere giocato da soli.
Tecnica: solido, leggero, funzionale
Su PC il gioco gira senza problemi anche su configurazioni medie. I requisiti hardware sono contenuti e il framerate rimane stabile anche nelle fasi più caotiche con otto giocatori ed effetti particellari ovunque. La latenza online è generalmente buona, con qualche picco occasionale nelle lobby più affollate, nulla che comprometta davvero l’esperienza.
Controller e mouse e tastiera funzionano entrambi molto bene, i tempi di caricamento sono rapidissimi e non sono stati segnalati bug gravi o crash significativi. Lo stile visivo ricorda esplicitamente quello di Peak, ma più che un’imitazione è corretto parlare di una estetica indie contemporanea che privilegia la leggibilità visiva rispetto al fotorealismo.
In un gioco dove devi seguire la tua pallina tra sette altri proiettili umani, la chiarezza visiva è una virtù, non un compromesso.

Conclusione
Super Battle Golf è un’idea semplice eseguita con intelligenza. Trasforma il golf, uno degli sport meno caotici per definizione, in un party game frenetico dove la tattica conta, ma la cattiveria creativa conta ancora di più. Quando funziona, funziona benissimo: è il tipo di gioco che alle undici di sera ti fa dire “ancora una partita” per la quarta volta di fila.
Il problema è che dipende quasi interamente dal contesto sociale. Senza un gruppo di amici affidabile, il gioco perde gran parte del suo valore. E con sconosciuti online il rischio di incontrare il lato peggiore della community è reale. Brimstone ha già annunciato un aggiornamento con un nuovo bioma da nove buche e nuovi cosmetici. Con 400.000 copie vendute in una settimana, è ragionevole aspettarsi un supporto continuativo.
Il potenziale c’è tutto, ma per diventare un vero classico del genere party game multiplayer dovrà anche diventare un luogo dove chi non ha già un gruppo pronto possa entrare senza sentirsi escluso.
Per ora il consiglio è semplice: compratelo. Ma portatevi i vostri amici!













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