Base One - La Recensione

Base One - La Recensione

Base One si propone in questa rinnovata era di passione spaziale come uno strategico / gestionale ambientato tra le stelle, dimenticandosi però di essere effettivamente tra di esse.

 

Il Gameplay

In Base One dovremo costruire la nostra base spaziale in orbita attorno ad un pianeta con le problematiche che ne conseguono. Iniziando da un HUB centrale amplieremo sempre di più la nostra creatura fino a dare alla luce un campo sterminato di sotto-stazioni divise tra stanze per l'equipaggio, stanze per il supporto vitale e quelle di ricerca e sviluppo.


Le sotto-stazioni son tante e varie, e se all'inizio noteremo una certa debole fantasia in esse, soprattutto nel proprio contenuto composto da un singolo oggetto, man mano che la nostra ricerca e tecnologia procede potremo variegarle sempre più con attrezzatura sempre più complessa.

 

Logistica, logistica, e ancora logistica

Risorsa base della stazione sarà la rete elettrica, partendo dai panelli solari, passando per le batterie e andando a finire per gli utilizzatori. Di essa avremo sempre la sensazione che non sarà mai abbastanza, trovandoci così nei cicli di notte ad avere una carenza energetica importante impedendoci il prosieguo di buona parte delle attività.

Partendo dall'elettricità toccheremo man mano tutte le altre risorse necessarie alla stazione, come ossigeno e acqua, e se queste all'inizio ci faranno dormire sogni tranquilli, ci fregheranno più avanti nel gioco quando ci lasceranno a tasche vuote e con poche possibilità di rimpinguarle.

Sistema principale del gameplay sta nella gestione logistica della base, che francamente troviamo anche esagerata. Ogni risorsa, come calore, ossigeno e acqua, dovrà essere da noi collegata con delle linee, e così anche ogni macchinario, in percorsi quanto mai ovvi. Questi collegamenti necessari dovranno essere fatti ogni volta, senza particolari logiche o considerazioni, facendoci chiedere per quale ragione gli sviluppatori ci abbiano costretto a questi "tiri di linea", quando un sistema automatico di collegamento, o ancor meglio un sistema a domanda/produzione senza particolari collegamenti manuali, avrebbe reso il gameplay più fluido senza dover starci dietro a perder tempo.

La gestione dell'equipaggio è un intero capitolo a sé. Ottimo il sistema di tabella oraria che ci fa stabilire gli orari di lavoro, riposo, allenamento e studio dei nostri omini permettendoci così di dover costruire metà dei macchinari permettendo al contempo che siano sempre utilizzati. Il sistema di carattere e perk è buono, seppure alcune di esse siano davvero inutili per alcuni personaggi/classi. Non intuitivo invece la salute e l'umore dell'equipaggio, che se ci viene offerta un'idea generale del morale, non permette di capire, se non indagando ogni singolo membro, quale sia la ragione del clima.

Qualche nota negativa nel sistema di combattimento, che nel tentativo di aggiungere un tocco di azione nel gioco, ha ottenuto una nota tediosa per la scarsa gestione manuale delle torrette che sarà meglio, soprattutto le prime, lasciarle fare da sole e spammarle ad ogni angolo della base.

 

La Grafica

Punta di diamante dell'intero gioco è la grafica, essa merita senza sè e senza ma, il reparto dietro alla sua realizzazione sapeva di certo fare bene il proprio lavoro ed è riuscito a mostrarcelo.

Il design è ottimo, le navicelle credibili, gli effetti di luce, e in particolare delle fiamme, meritano.

Chiaramente consapevoli del lavoro che stavano facendo e della loro intenzione di renderlo punto focale del gioco, l'intera ambientazione gira attorno a ciò, regalandoci sfondi animati che si perdono tra lo spazio.

Personalmente ho apprezzato la cura nei dettagli nei vari livelli di zoom, un po' meno le animazioni dei personaggi piuttosto standardizzate, ma non le farei pesare.

 

La storia

La storia non ha arte ne parte, per quanto ci possa stare nell'ambientazione non sarà di certo una di quelle che rimarrà, e a dirla tutta, non in molti apprezzeranno le interruzioni del gioco dateci dai dialoghi. Essa si sviluppa in maniera abbastanza lineare e sarà solo un contorno o un pretesto a quello che saremo chiamati a fare, che a conti fatti altro non è che un lungo tutorial fino a quando non saremo in grado di giocare ben addestrati in modalità libera e metterci le nostre difficoltà.

 

La mia protesta

Ora in maniera completamente personale vi voglio esprimere ciò che personalmente non mi ha convinto in questo lavoro, ciò che ho già visto in gestionali del genere e che se in passato avrei potuto chiudere un occhio ora mi trovo a lanciare la mia critica su scelte di ambientazione più "per far figo" che per incidere sul gameplay.

Chiunque affronta la questione "spaziale" sa bene quanto vi siano delle regole nello spazio che non possano essere ignorate, soprattutto da un gioco che si prefigge di farci conoscere meglio questo ambiente.

Punto principale della mia arringa è che nello spazio la gravità è minima, per semplicità nulla, pertanto vi sono dei sistemi per ovviare a questa prima problematica, vuoi che sia il più usato sistema rotatorio, in cui viene fatta ruotare la stazione spaziale in questione per creare il momento angolare in grado di pareggiare l'assenza di gravità, o alcuni più macchinosi come tutte magnetiche che ancorano alla stazione.

Per questo problema non puoi pensare di costruire una stazione spaziale, nello spazio, come se la stessi costruendo su una superficie di un pianeta o di una luna.

Eppure Base One se ne dimentica, e la sua propensione di essere un simulatore di base spaziale ne risulta in realtà un simulatore di base lunare trapiantata nello spazio. Scelta che sembra essere stata dettata più dalle possibilità grafiche di un ambiente spaziale che dall'effettiva intenzione di voler creare un gioco nello spazio, possibilità resa evidente da alcune scelte paesaggistiche come contenitori di materiali messi uno sopra l'altro e lasciati là come se appoggiati su un terreno solido inesistente.

Tale volontà ha quanto mai tagliato le gambe a tutto il progetto, creare uno spazio bello da vedere ma non esplorabile è chiaramente più limitante di una base lunare in cui avremmo potuto mandare in avanscoperta i nostri sottoposti e creare rover e basi lontane.

 

In conclusione

Base One è a conti fatti un buon gioco, reso ancor più stupendo dalla sua grafica, il sistema gestionale presenta alti e bassi, ma che tutto sommato ne escono bene seppur con qualche complessità di troppo. I bug rilevati durante le prove sono stati sistemati e quelli che vi permangono riteniamo facciano la stessa fine. Tutto ciò non toglie che seppur Base One è un gestionale di stazione spaziale, a conti fatti, non lo è, ma sarebbe più correttamente da definire come uno strategico di base lunare privo di luna. Con ciò lo consigliamo a coloro che sono affascinati gestionali di tale ambientazione e non si preoccupano di una fisica non proprio veritiera.

 7Voto KotaWorld.it8.5Grafica6Gameplay6.5Longevità

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Romeo o Stain se mai mi troverai sul campo di battaglia... 25 anni e sentirli tutti, aspetta, forse non doveva essere così… Nato a Treviso e portato di qua e di là negli ultimi anni tra sogni e lavoro. Dopo diversi anni dedicati dalla prima alla terza Playstation mi sono convertito al pc gaming con una parentesi di amore e odio con la Asus e i loro portatili. E sempre nella volontà di star dietro ad un sogno eccomi qua a scrivere di game e di tech.

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