Tra paura e babysitting futuristico
ChatGPT. Elon Musk. AI superintelligente e fine dell’umanità alla Terminator. Siamo nel pieno boom dell’IA ed è lecito chiedersi “che succederà dopo?”, “le macchine ci rimpiazzeranno?”.
Channel37, sviluppatore ed editore di “The Last Caretaker” (“l’ultimo custode”, in italiano, anche abbreviato in TLC da ora in poi), vuole proporci un futuro sereno, a tratti melanconico, in cui le macchine sono rimaste il miglior amico dell’uomo, su una Terra che di umanità non ne vede più.
Quando avvii il gioco, ti ritrovi nei panni di un androide risvegliato in un mondo acquatico alla “Waterworld”: un immenso oceano in cui le città giacciono in rovina decine di metri sotto il livello dell’acqua e la vostra direttiva è ancora quella di aiutare gli esseri umani che nel frattempo non sembrano abitare più il pianeta (ancora più) azzurro. Come? (Non è uno spoiler perché si scopre ben in fretta) Recuperando dei “semi” (probabilmente materiale genetico), fargli fare un’evoluzione veloce nel misterioso “Lazarus Complex” e infine caricarli su un razzo diretto in orbita.
Una premessa semplice ma carica di poesia.
Costruire, coltivare, preservare
Sebbene il Complesso Lazarus sia il centro attorno al quale gravita l’esperienza di gioco, arrivarci non è per niente facile (e ancora meno far partire i razzi).

Quello che si trova di emerso è un’enorme discarica post-umanità: macerie, detriti, ruderi industriali. Ogni rottame, dai materassi alle stesse carcasse di altri automi, può essere riciclato o smantellato per recuperare risorse, riparare impianti tecnologici o costruire sistemi vitali, il principale dei quali sarà la vostra barca, la quale diverrà la vostra casa vagante e che perlomeno il sottoscritto ha equipaggiato con tutte le macchine possibili ed immaginabili.
Il crafting è modulare e profondo e perlomeno all’inizio le risorse sono limitate e ogni decisione conta: riparo il generatore o costruisco un motore più efficiente? Utilizzo la materia organica per creare diesel, o la riciclo per trarne nutrienti per gli esseri umani nel modulo di evoluzione? Come faccio ad attingere a fonti energetiche? Questa continua scarsità getta le fondamenta del gameplay e rende ogni progresso estremamente meritato.
Anche la cura dei semi umani non è triviale: una volta recuperati, devono essere inseriti in un modulo Lazarus ed innestati nella macchina evolutrice. Dopodiché bisogna controllare fornitura di energia, flusso di acqua desalinizzata, nutrienti (da inserire come capsule create ad hoc) ed integrazione di dati mnemonici (che inserirete come oggetti particolari – da enciclopedie a chitarre). La combinazione dei differenti oggetti nelle categorie avrà una probabilità di generare una persona con un certo profilo (che ancora devo capire esattamente come funziona, però). Siete dunque una tecno-balia con compito che oscilla tra la gravità emotiva e l’ossessività compulsiva, che trasforma la coltura degli umani in un atto quasi sacrale passando attraverso fitte reti di cavi e prese multiple.

L’arte della “fine”
Navigare da un punto all’altro con la tua imbarcazione (che diventa la tua base mobile) regala un senso di scoperta e malinconia. Mentre albe spettacolari si riflettono sulle onde, le notti si susseguono ai giorni ed il sereno al temporale, ti chiedi cosa sia accaduto e se ci sia qualcun altro là fuori. La spettrale pace caratteristica di questo mondo è interrotta solo dal rombo del motore della barca e da ronzii di creature meccaniche che spesso non fanno altro che osservare.
Ma l’esplorazione non è solo pace e malinconia: dovrete far fronte a macchine impazzite, parassiti, condizioni ambientali ostili, tempeste in mare. La sopravvivenza non è mai scontata, specie se poi la si rapporta alla continua necessità di rifornirsi di elettricità come linfa vitale, ma anche di altre risorse come proiettili per la pistola, benzina per il lanciafiamme, ecc…

Il punto forte di TLC non è la spettacolarità tecnica (anche se a settings alti, la grafica è davvero bella), bensì l’atmosfera pacifica ma malinconica, “sospesa” si potrebbe dire. L’illuminazione (ma soprattutto i bui), i corridoi industriali, la palette di colori, la decadenza… Sembra di vivere una distopia onirica dove la desolazione fa il grosso del lavoro.
Il sonoro è discreto, ma efficace: una sola voce dell’assistente vocale (una specie di narratore) niente parlato pomposo, niente musica epica, ma solo rumori ambientale: motori che ronzano, metallo che scricchiola, pioggia che batte sul ponte, onde che si infrangono. Un sottofondo quasi minimalista che però amplifica la sensazione di isolamento e vulnerabilità. Il silenzio stesso è complice della tensione.
Quando piove, quando il mare si increspa, quando la notte cala: l’atmosfera cambia, si fa più pesante, più pericolosa. TLC è un open-world che ti prende lentamente, e ti fa assaporare la fragile bellezza di un mondo da redimere.

Gli scricchiolii del metallo
TLC è attualmente in vendita su Steam a 29,99€ in early access e purtroppo si vedono le crepe in quello che altrimenti potrebbe essere un titolo eccezionale.
Ci sono diversi problemi di prestazioni anche su macchine potenti: cali di frame gravi, texture che faticano, effetti non sempre fluidi.
Il combattimento è “grezzo”, con un sistema di mira che fa acqua, hit-registration imprecisa e feedback poco soddisfacente: dopo ore in ambienti silenziosi e carichi di tensione, l’azione appare quasi un ripiego. I peggiori nemici che sono le orde di vermi che non smetteranno di darvi fastidio anche perché si muovono velocissimi, strisciano sui tetti e vi saltano addosso… Senza contare che nemmeno i nemici più “cattivi” vi faranno grandi danni e potrete semplicemente sparare stando sotto fuoco nemico.
La parte gestionale del gioco è apprezzabile e divertente come un “Factorio”, ma può diventare macchinosa e a tratti ripetitiva con un grinding che può piacere o meno, ma la quality of life migliorabile di molto: in diverse circostanze sarete obbligati a portarvi addosso tutto il materiale per costruire cose sulle piattaforme su cui approderete ed il peso dei materiali vi consentirà di muovermi lentissimi. Non è infatti previsto un sistema (o perlomeno è previsto solo in parte) in cui potete scegliere organicamente cosa portare ed il percorso da materiale grezzo a pannello solare, ad esempio, è molto macchinoso. Il materiale, poi, è praticamente impossibile da mettere in contenitori. Ad un certo punto ne avrete talmente tanto a disposizione (tranne la plastica maledetta!) che ne riempirete la stiva (con annessi cali di frame a causa del calcolo di una montagna di oggetti).

Ci sono spesso momenti di attese in cui, per carità, potrete esplorare gli angoli che non avete esplorato, annientare tutti i nemici, ecc… ma a volte ho dovuto tentare di riempire alcuni “vuoti di gioco” ottimizzando i sistemi che avevo già messo in piedi.
La narrativa a mid-end game è vaga: una volta che ho fatto partire un essere umano, poi come continua? Si, va bene, ce ne sono altri, ma il gioco è tutto qui?
La progressione a livelli, infine, è forse da rivedere. Sarebbe forse meglio sbloccare i progetti per le macchine e gli oggetti con l’esplorazione, ma sbloccarli semplicemente livellando… non saprei, Rick. Come anche le caratteristiche: la vitalità è completamente inutile, così il peso trasportabile. Alla fine avendo una montagna di roba, la prendo tutta e amen, non mi metto a scegliere una pila di rame dal mucchio selvaggio.
Conclusione: un esperimento poetico ma fragile
Nella sua versione early access, TLC è come un vecchio film: non cerca di stupire con il sangue e le esplosioni, cerca di far riflettere su come preservare un’eredità e forse addirittura di come l’energia rinnovabile possa salvare un mondo in rovina. È l’idea che conta: salvare l’umanità non con il lanciafiamme, ma con la pazienza, il riciclo, la cura, la memoria.
Non è perfetto: ha momenti di impaccio tecnico, battaglie che non convincono, e una QoL che può pesare. Ma ha una sua anima che invita a rallentare… E se amate titoli come “Subnautica” o altre avventure contemplative di sopravvivenza e introspezione, TLC merita un posto nella vostra libreria di Steam.
Mi riservo di non dare un voto a TLC a causa del suo stato e spero di vedere miglioramenti nei prossimi mesi.























