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Darktide espande l’arsenale: prova e analisi dell’Hive Scum DLC
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Darktide espande l’arsenale: prova e analisi dell’Hive Scum DLC

 

Con l’uscita dell’Hive Scum updateFatshark porta su Warhammer 40.000: Darktide una nuova classe giocabile che arriva insieme a un aggiornamento gratuito di ottima qualità. Un pacchetto che, tra contenuti premium e non, prova ad ampliare l’identità del gioco attraverso un mix di follia chimica, scontri ravvicinati e una filosofia di combattimento aggressiva e adrenalinica. Il risultato è un’aggiunta interessante, anche se non priva di incertezze.

 

 

No Man’s Land, un’operazione gratuita che lascia il segno

 

Prima ancora di addentrarsi nelle novità della nuova classe giocabile, vale la pena soffermarsi su No Man’s Land, la nuova missione gratuita che accompagna l’update. Si tratta di un’operazione più breve rispetto agli incarichi tradizionali, sulla scia della missione del treno introdotta lo scorso anno, ma che riesce a distinguersi grazie a un cambio di scenario netto e benvenuto. Per una volta si abbandonano le viscere rugginose di Tertium per mettere piede in un campo di battaglia aperto, fatto di trincee fangose, fortificazioni sventrate dai bombardamenti e perfino uno di quei carroarmati imperiali dalle silhouette improbabili, tanto massicci da sembrare usciti da un’illustrazione militare esagerata.

 

 

Pur non reinventando la formula, No Man’s Land colpisce per la sua intensità: è una missione che non concede respiro, un’azione continua dove la pressione nemica è costante e le uniche tregue servono ad aprire passaggi o lasciare avanzare la pesante macchina da guerra che vi accompagna. Il ritmo serrato è sostenuto da un’estetica sorprendentemente evocativa per gli standard di Darktide: i raggi di luce che penetrano tra la polvere di un avamposto bombardato, il fumo che avvolge i crateri, e soprattutto la mole titanica della città alveare che incombe sull’orizzonte come un monumento indifferente al massacro in corso.

È un luogo che unisce bruttezza e bellezza in modo quasi poetico: uno scenario che, in un altro contesto, potrebbe perfino risultare affascinante, se non fosse intriso dell’orrore industriale tipico del 41° millennio. No Man’s Land non è una rivoluzione, ma dimostra ancora una volta che Fatshark sa creare missioni compatte, memorabili e ricche di atmosfera. Una piccola aggiunta, sì, ma realizzata con cura e capace di lasciare il segno.

 

Hive Scum, una classe fuori controllo

 

L’Hive Scum non ha l’impatto immediato degli Arbites, ancora oggi una delle aggiunte più carismatiche al roster di Darktide, e nelle prime ore può sembrare poco più di un “Veterano di strada”, più sporco e più ruvido nelle inflessioni vocali, ma non altrettanto distintivo. È una percezione comprensibile: lo stile iniziale non sembra introdurre la stessa rottura concettuale apportata, ad esempio, dal K9 handler degli Arbites. Ma basta qualche punto talento per accorgersi che l’Hive Scum non è un derivato di altre classi, bensì un ibrido estremamente aggressivo che vive a metà strada tra la furia della mischia e la devastazione ravvicinata delle armi da fuoco.

 

 

Il primo elemento che lo caratterizza è il suo arsenale, una raccolta di brutalità creativa perfettamente calata nel sottobosco criminale di Tertium. Le tre armi da mischia spaziano da strumenti apparentemente comuni, come il piede di porco capace di fratturare armature e ossa con uguale efficienza, a soluzioni decisamente più improvvisate e tossiche, come seghe ricoperte di agenti corrosivi o doppie lame nate per i regolamenti di conti nei vicoli. Sul fronte ranged la filosofia non cambia: l’Hive Scum fa del dual wield il suo marchio di fabbrica, con doppie autopistole per macinare orde a distanza ravvicinata, doppie stub pistols per colpi più pesanti e una pistola a spillo perforante che, pur offrendo ottime prestazioni sulla carta, non riesce a competere in termini di stile e ritmo con il fascino frenetico dell’akimbo. È un arsenale rumoroso, sgraziato e spettacolare, pensato per correre e sparare senza tregua, una vera novità nel sandbox di Darktide.

A differenziare ulteriormente la classe interviene il Cartel Special, un sistema di talenti dedicato alla preparazione di stimms artigianali. Ogni livello offre due punti talento: uno per il percorso standard e uno per la chimica, permettendo di modificare gli effetti dei propri potenziamenti fino a trasformarli in cocktail micidiali di movimento, rigenerazione, velocità d’attacco e cooldown accelerati. L’unico limite è l’impossibilità di raccogliere stim standard durante la missione dopo aver usato il proprio, ma i bonus sono talmente evidenti che la rinuncia ai consumabili tradizionali diventa quasi irrilevante. Portarsi dietro la propria dose diventa presto parte integrante dello stile di gioco.

 

 

A completare l’identità dell’Hive Scum arrivano tre Blitz molto diversi tra loro, tutti efficaci e divertenti. La granata accecante garantisce un crowd control rapido e facile da ricaricare tramite uccisioni; la Chem Grenade crea zone di veleno che dissolvono orde e lasciano segni duraturi anche sui nemici più coriacei; e poi c’è la Boom Bringer, la mia preferita, un lanciarazzi tascabile che trasforma ogni scontro in una piccola esplosione gloriosa, munizioni limitate, ma potenza devastante. Le Combat Abilities non sono da meno: Rampage! amplifica la furia da mischia eliminando stordimenti e soppressione; Stimm Supply consente di distribuire la propria droga sintetica all’intera squadra, diventando un supporto chimico mobile; mentre Desperado è semplicemente fuori scala, offrendo stamina infinita, immunità ai proiettili e ricariche gratuite finché si continua a mietere vittime a distanza. Un power fantasy temporaneo che può trasformare un Hive Scum ben costruito in un’arma di distruzione ambulante, al punto da offuscare la percezione delle altre due abilità.

Sul fronte estetico il DLC introduce nuove acconciature, tatuaggi, volti e armature ispirate alle gang di Tertium. Sono opzioni ben realizzate e perfettamente coerenti con l’immaginario della classe, ma risultano inspiegabilmente limitate all’Hive Scum. Un peccato, perché avrebbero potuto arricchire sensibilmente l’intera gamma di personaggi.

 

 

Il gameplay, infine, è dove l’Hive Scum si libera davvero. Una volta configurati i talenti e scelti i potenziamenti giusti, la classe diventa un miscuglio letale di piombo, stimms e urla: sprint continui che si auto-rigenerano, ricariche compulsive, killchain che si alimentano da sole e una mobilità che sfiora l’imprudenza più assoluta. La sua armatura sembra fatta di carta pressata e un errore di posizionamento può costare carissimo, ma la build giusta permette di compensare questa fragilità guadagnando toughness con ogni uccisione a distanza ravvicinata o, nei momenti di massima esaltazione chimica, trasformandosi per qualche secondo in un bagliore indefinito fatto di bossoli e adrenalina.

In sintesi, l’Hive Scum è una classe che richiede di essere capita e costruita, ma che una volta raggiunta la sua forma ideale ripaga con uno stile di gioco unico: sporco, frenetico, drogato e irresistibilmente spettacolare.

 

 

 

 

Informazioni sull'Autore

War

Biografia

- Staff di KotaWorld.it
Lorenzo “WaR” Agonigi nasce nell’ormai troppo lontano 1995 e già tre anni dopo, nel 1998, inizia la sua carriera videoludica, con un Nintendo 64 fiammante. Devo essere onesto, non sono stato un pro gamer fin da subito, tant’è che le mie prime esperienze più che da giocatore sono state da spettatore: mentre i miei genitori, a turno, giocavano, io mi divertivo a guardarli (ehi, ho inventato Twitch con dieci anni di anticipo!!). 

 

Autori KotaWorld.it - Clicca per scoprire chi sono

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