Quando si parla di manageriali sportivi, lo sapete già, a scrivervi sono sempre io! A maggior ragione quando il gioco in questione è il king indiscusso del genere.
Dopo un'attesa prolungata che ha portato il rinvio e la cancellazione del progetto di FM25, Football Manager 26 è arrivato con grandi aspettative dettate dall'hype che si è creato in una community che segue il gioco ormai da svariate edizioni. Le novità proposte vedono Unity come nuovo motore grafico, un restyling visivo e la promessa di rinnovare sia l’esperienza tattica che quella gestionale. L’intento è chiaro: rinfrescare l’interfaccia, modernizzare il motore di rendering della partita e aggiungere sistemi più “contemporanei” di tattica e gestione. Football Manager 26 segna l’inizio di una nuova fase per la serie, un tentativo dichiarato di modernizzare un’esperienza che, pur amata, aveva bisogno di rinnovarsi. Ma sarà davvero tutto come ci è stato promesso?
Proverò a raccontarvi le mie impressioni, in questa recensione, analizzando a fondo il nuovo prodotto di casa Sports Interactive.
Premesse
Scrivo questa recensione con parecchio ritardo sull'uscita del gioco, semplicemente perchè l'impatto con il nuovo manageriale , a mio avviso, ha bisogno di un periodo di rodaggio, soprattutto per chi ha anni di esperienza vissuta sulle versioni precedenti del gioco. Ho quindi sulle spalle ben 70 ore di gioco, e tengo fortemente a sottolinearlo, perchè la differenza sostanziale di questa review dalle altre che trovate sul web sta nel fatto che nonostante le difficoltà iniziali trovate ho preferito approfondire il gioco per scoprirne ogni singola sfaccettatura.

Un nuovo inizio: filosofia e direzione del progetto
Football Manager 26 segna la terza rivoluzione del gioco, e forse anche la più significativa. Nel 2008 con l'uscita di Football Manager 2009 ci fu la prima grande rivoluzione grafica del gioco, venne introdotto il motore partita in 3D, il primo della serie, insieme al supporto per lo schermo panoramico e un'interfaccia utente aggiornata. Nel 2013 , invece, con l'edizione FM2014 l'interfaccia utente fu ridisegnata con un approccio più grafico. Vennero introdotte nuove schermate di allenamento, una nuova schermata di anteprima della partita e un layout migliorato per la visualizzazione delle informazioni sul personale e sullo scouting. Quest'anno con FM26, Sports Interactive ha provato a compiere un salto generazionale: passaggio a Unity, ristrutturazione tattica profonda, interfaccia ridisegnata e maggiore focus su licenze e calcio femminile.
L’obiettivo è chiaro: portare la serie su binari più moderni, sia visivamente sia concettualmente. Il risultato, però, è complesso da valutare: l’innovazione c’è, importante e tangibile, ma seguita da una serie di scelte che fanno un pò storcere il naso agli appassionati della serie. Dopo la cancellazione di FM25, FM26 nasce come “anno zero”. Il cambio di motore è più di una semplice miglioria estetica: è un fondamento tecnico destinato a influenzare la serie per gli anni a venire. L’idea è costruire un Football Manager più “leggero da navigare”, più piacevole da osservare e più moderno nelle sue logiche interne.
Il motore partita: l’impatto di Unity
Il passaggio a Unity porta un miglioramento tangibile in animazioni, illuminazione, dettagli di campo e telecamere. Le partite sono più vivide e leggibili; il ritmo visivo è più naturale e il gioco risulta più piacevole da seguire.

La controparte negativa è che il nuovo motore sembra ancora in fase di rodaggio. Alcuni problemi frequenti:
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reazioni tardive dei difensori,
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portieri imprecisi in alcune animazioni,
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decision making anomalo in certe fasi avanzate dell’azione.
L’impressione è che Unity abbia dato più libertà, ma allo stesso tempo abbia introdotto nuove variabili difficili da controllare.
UI/UX: tra innovazione e confusione
L’interfaccia, a detta degli sviluppatori, è stata ripensata per essere più accessibile ai nuovi giocatori. Graficamente potrebbe anche essere più piacevole, ma a mio avviso la meccanica in un gestionale è molto più importante. Questa nuova UI ha creato parecchia confusione a chi il gioco lo segue da anni; informazioni disperse, click in più per ottenere dati prima immediati e una curva d’apprendimento che, per i veterani, risultata parecchio più ripida.
Personalmente anche dopo tutte queste ore di gioco, avendo ormai capito a fondo le nuove meccaniche trovo che l' UX dichiarata innovativa sia risultata invece “regressiva” rispetto alla praticità dei precedenti capitoli.
Per l’utente storico della serie infatti la nuova interfaccia utente può sembrare un downgrade funzionale: schermate riorganizzate in modo controintuitivo, informazioni distribuite su più pannelli, tab che richiedono un numero maggiore di click.

Licenze e calcio femminile: passi avanti concreti
FM26 espande le licenze al calcio femminile e include nuovi campionati, completando un percorso iniziato negli anni precedenti. È un passo importante in termini di rappresentazione e di database, e contribuisce a rendere l’esperienza più completa e attuale. La nota dolente però è la mancanza di alcune delle licenze delle squadre importanti a livello europeo, dovute quasi sicuramente ai contratti di esclusività che hanno con altri giochi di calcio (vedi KONAMI con il MILAN)
Tattica: la rivoluzione dell’In/Out of Possession
Il sistema tattico di FM26 propone due “anime” della squadra: In Possesso: formazione, ruoli e istruzioni valide quando controlli il gioco; Non in Possesso: setup difensivo specifico, diverso per struttura e comportamenti.
Questo significa poter preparare con precisione un pressing che cambia all’istante, organizzare squadre capaci di difendere in 4-5-1 e attaccare in 3-2-5, trasformare le mezzali in terzini invertiti e chiedere agli attaccanti di abbassarsi fino a formare una linea a cinque. È la prima volta nella serie che FM consente una simile differenziazione strutturale. Per chi ama la tattica, FM26 è un playground: le transizioni diventano uno spazio di sperimentazione ricco, vivo, stratificato.
Il sistema, però, non sempre si traduce in comportamenti coerenti in partita: i cambi di fase arrivano in ritardo, alcuni giocatori restano bloccati nella posizione sbagliata e le squadre talvolta pressano male nonostante istruzioni chiarissime.
Il potenziale è enorme, ma c’è ancora bisogno di rifinitura per raggiungere un funzionamento davvero affidabile.
Personalmente però ho trovato in generale l'esperienza di gioco più semplice delle passate edizioni. Trovato lo schema di gioco giusto, ho facilmente proseguito la mia carriera ottenendo i risultati migliori fin dalla prima stagione.

Scouting, mercato e gestione rosa
FM26 valorizza la ricerca di giocatori “multi-fase”, cioè utili tanto nella struttura offensiva quanto in quella difensiva. Di conseguenza, buona parte del lavoro degli osservatori ruota ora attorno alla capacità di adattarsi alla transizione, all’intelligenza tattica e alla possibilità di interpretare ruoli ibridi.
Le trattative restano uno dei punti più rifiniti della serie: agenti, richieste, piani di crescita, bonus e promesse mantengono la complessità che ci si aspetta da FM. Il vero problema qui è la realtà. Mi spiego meglio. Ho personalmente trovato il sistema di mercato molto meno legato alla realtà delle precedenti edizioni. Personalmente uno degli aspetti più interessanti della serie è sempre stata la vasta gamma di interazioni di mercato possibili e la fedele riproduzione della realtà nei valori di mercato, nella volontà dei giocatori al trasferimento e la conseguente risposta da parte delle squadre proprietarie dei cartellini a eventuali interessamenti di mercato.
Parto da un dato di fatto evidente: il valore dei giocatori nel 90% dei casi è del tutto sconclusionato. Non ho idea a quale database di mercato facciano riferimento, ma è davvero difficile trovare giocatori con valori di mercato attinenti alla realtà. In generale players medio/forti per una squadra di serie A che lotta per le competizioni europee, soprattutto se giovani hanno prezzi spropositati. Con spesso una base d'asta che non scende sotto i 100 mln di €. Di contro spesso si trovano invece giocatori oggettivamente molto forti che hanno valore di mercato quasi bloccato al ribasso.
Esempio pratico Leao anche dopo 3 anni da miglior giocatore della serie A mantiene un valore sui 100 mln, mentre altri giocatori di 21 anni con nomi del tutto sconosciuti hanno valutazioni sopra i 200 mln di €.

Stabilità, bug e performance
La sensazione generale giocando dal day-one è che il gioco non sia arrivato pronto al lancio. I primi giorni sono stati segnati da problemi piuttosto fastidiosi: personalmente ho riscontrato parecchi crash improvvisi al desktop soprattutto a termine di qualche partita giocata. Leggendo su Steam ho visto che è stato un problema comune, di contro però non mi sono imbattuto in altri problemi dichiarati dagli utenti quali freeze, salvataggi corrotti e cali di performance durante le simulazioni più lunghe, probabilmente ha influito positivamente il pc di ultima generazione su cui l'ho provato.
La situazione, fortunatamente, non è rimasta ferma. Sports Interactive ha iniziato a intervenire con una serie di patch e hotfix usciti a ritmo sostenuto. Gli aggiornamenti più recenti hanno effettivamente portato miglioramenti concreti: i crash sono diminuiti, l’ottimizzazione generale del gioco è cresciuta e molti dei problemi riscontrati nelle partite sono stati risolti o quantomeno attenuati.
FM26 oggi è sicuramente più stabile rispetto al day-one, anche se non si può ancora parlare di un titolo completamente rifinito. La strada intrapresa è quella giusta, ma c’è ancora lavoro da fare prima di poter dire che tutti i nodi sono stati sciolti.
In conclusione
Football Manager 2026 è un capitolo coraggioso, la terza rivoluzione del titolo che in questo momento mi sento di dire non ancora del tutto riuscita. Sono troppo attaccato alla vecchia versione che per quanto mi riguarda sfiorava la perfezione, per apprezzare oggettivamente le nuove dinamiche. Mi ci vorrà ancora del tempo, e me ne darò perchè sono un vero fan della serie. Il gioco resta installato e ogni tanto sento la voglia di tornarci, ma di contro faccio ancora fatica a destreggiarmi nelle nuove meccaniche legate alla nuova interfaccia utente. La voglia di giocare all'inizio è stata così tanta che ho trattato questa versione come l'ultima a cui ho giocato, il che rende forse l'esperienza ancora più complicata.
Se vi approcciate a Football Manager 2026 dovete farlo come chi scopre il gioco per la prima volta, seguite i suggerimenti del tutorial, per comprendere a fondo le novità. Provate, sperimentate, non buttatevi subito nella carriera definitiva.
La speranza più grande resta che pur mantenendo la nuova interfaccia grafica Sports Interactive possa trovare il giusto compromesso tra innovazione e tradizione, rimodellando alcune meccaniche rendendole più affini ai veterani del gioco e rendendo alcune informazioni più accessibili.























