🎮 GAMES 🎮

Un mondo di CINEMA e SERIE TV

Papers, Please – Una burocrazia che è un capolavoro
Featured

Papers, Please – Una burocrazia che è un capolavoro

Dopo aver avuto “Clover Pit” da recensire ed averlo adorato, andai a cercare giochi simili su Steam, il quale mi consigliò “No, I’m not a human”. Anche questo lo amai alla follia, ma dopo averlo finito (tante volte, senza mai sbloccare la fine “buona”), ero ancora alla spasmodica ricerca del successivo capolavoro. Questo digital peregrinare mi portò dunque di fronte a “Papers, Please” (da ora in poi anche abbreviato in “PP”), di cui – anche se non avendolo avuto gratis per recensirlo – DEVO parlarvi.

Ci sono giochi che ti consentono di gestire città, quelli in cui eccelli in uno sport, quelli in cui esplori mondi, magari li salvi dalla catastrofe… e poi c’è Papers, Please, che invece ti chiede di controllare se il numero di passaporto sul visto di lavoro corrisponde effettivamente a quello indicato sul documento di identità di una madre che vuole passare il confine per rivedere i suoi figli… E se così non fosse, spetterà a voi la decisione di farla finire invece respinta nella neve di Grestin. O forse preferirete sbatterla in gattabuia, tutto per una manciata di monete che vi consentiranno di far sbarcare il lunario ancora un giorno alla vostra famiglia.

È questo il fascino marcio e magnificamente costruito del capolavoro di Lucas Pope: un mini-gestionale di frontiera che ti strappa l’anima un timbro alla volta.

 

La difficile routine ed il peso di un timbro

 

All’inizio è tutto semplice: una scrivania, un libro di regole. Controlli un passaporto, ne verifichi le date, sigilli... Timbro: “visto concesso”. E poi arriva Kolechia. La patria di quei maledetti terroristi a causa dei quali Arstotzka complica la burocrazia. La scrivania diventa un campo minato burocratico: controlli da incrociare su diversi fogli, passaporti sospetti, ordini del Ministero e nuove regole che arrivano ogni mattina accompagnate dal classico, gelido "gloria ad Arstotzka".

La maledizione ipnotica con la quale il gioco vi continuerà a far stare seduti davanti allo schermo mentre pensate “vabbè, gioco solo un’altra giornata, tanto sono solo 5 minuti”, sta nel modo in cui il PP trasforma la ripetitività in tensione narrativa. Non sei un eroe, sei un ingranaggio: eppure ogni visto concesso, ogni visto negato, ogni biglietto da visita elargito, ogni interazione con individui vi rendono di fatto l’ago di una bilancia morale. All’improvviso vi ritroverete a sentirvi responsabili di quei quattro pixel verdi che si discostano dagli altri, solo perché quella è una persona con una storia. È qui che Papers, Please mostra la sua forza. Le meccaniche ti obbligano a decidere in pochi secondi tra obbedienza e coscienza mentre ti affanni a mettere in ordine carte, fotografie, passaporti e mazzette… E ogni decisione ha conseguenze concrete: più lascerete passare chi è sprovvisto dei documenti necessari, meno soldi avrete a fine giornata per pagare affitto, cibo, riscaldamento per voi e la vostra famiglia.

 

Pixel art minimalista, atmosfera soffocante

 

Sotto la sua grafica austera, retro (o retrò? Come si scrive?) e con una palette a pochi bit di colore (per un totale di meno di 100 Mb di gioco) batte un cuore narrativo potentissimo che incalza ogni giorno a suono di una fanfara degna di un soviet, rumore di stampante ad aghi e parole sintetizzate come si sentiva una volta sul Commodore 64. Ogni dettaglio è curato al meglio per farti sentire oppresso, controllato, osservato. A PP non serve un esercito di effetti speciali, ma basta un grigio sportello e un timbro rosso per generare ansia.

Papers, Please non è per tutti. È volutamente duro, lento, ripetitivo… Ed è un fottuto capolavoro.

A fine partita ti alzi, vai a guardarti allo specchio e provi disagio per tutti i privilegi che hai, perché di gente che in questo momento vuole passare un confine con l’ispettore che ha il timbro in mano ce n’è davvero tanta.

Al momento sta a circa 10 € su Steam, io l’ho comprato per caso perché era in offerta a poco meno di 3 €. I dieci li vale tutti a mio parere: questo è un gioco che andrebbe messo in un museo d’arte digitale (e infatti ci hanno anche fatto un cortometraggio) e si piazza nella mia top 10 dei giochi preferiti di sempre.

Gloria ad Arstotzka!

9.5
Voto complessivo
Grafica
9/10
9
Gameplay
10/10
10
Ottimizzazione
9.5/10
9.5

Informazioni sull'Autore

Noldor

Biografia

- Staff di KotaWorld.it
Noldor, anche detto Commodoro (lunga storia, ma per chi non vorrà leggere le prossime 3 righe, diciamo che Commodoro fa rima con Noldóro), nasce in un torrido Agosto dell ’84. Fast-forward sull’infanzia, a X anni (vai a ricordarti quanti!) viene svegliato di notte dal padre che lo porta in sala da pranzo, dove su un 13 pollici in bianco e nero vede per la prima volta Tetris caricato su un Commodore64 (capito ora, no?).

 

Autori KotaWorld.it - Clicca per scoprire chi sono

  /images/Editors2/Eughenos/eughenos_scritta.jpg   images/Editors2/Fonzie/gb_scritta.jpg   images/Editors2/Noldor/noldor_scritta.jpg   /images/Editors2/War/war_scritta.jpg  
  /images/Editors2/ellie/ellie_scritta.jpg   /images/Editors2/Fraggo/fraggo_scritta.jpg   images/Editors2/Raoul/raoul_scritta.jpg   /images/Editors2/Stain/Stain_scritta.jpg  

 

/images/Editors2/Eughenos/eughenos_scritta.jpg

images/Editors2/Fonzie/gb_scritta.jpg

images/Editors2/Noldor/noldor_scritta.jpg

/images/Editors2/War/war_scritta.jpg

/images/Editors2/ellie/ellie_scritta.jpg

/images/Editors2/Fraggo/fraggo_scritta.jpg

images/Editors2/Raoul/raoul_scritta.jpg

/images/Editors2/Stain/Stain_scritta.jpg

 

Cookies user preferences
We use cookies to ensure you to get the best experience on our website. If you decline the use of cookies, this website may not function as expected.
Accept all
Decline all
Read more
Functional
Tools used to give you more features when navigating on the website, this can include social sharing.
Twitch
for Twitch's player
Accept
Decline
Analytics
Tools used to analyze the data to measure the effectiveness of a website and to understand how it works.
Google Analytics
Accept
Decline
Marketing
Set of techniques which have for object the commercial strategy and in particular the market study.
DoubleClick/Google Marketing
Accept
Decline
Google
Accept
Decline
Save