The Last Case of John Morley è un'avventura narrativa single-player, in cui vestiremo i panni di un detective squattrinato degli anni '40 che si trova ad accettare un caso di un omicidio "irrisolto" e avvolto nel mistero. Il gioco NON è in italiano e per apprezzarlo è richiesto un buon livello di inglese o delle altre 12 lingue, un numero comunque considerevole.
La storia
Essendo un gioco "story-driven" la storia è il fulcro e l'essenza stessa del gioco. Peccato che si dipani in maniera inconsistente e banale. La banalità è data dal fatto che arriveremo al "misterioso mistero" ben prima della conclusione del gioco e della sua finta rivelazione finale. Tutti gli elementi ci vengono già dati durante il secondo atto, e per i più scaltri già dal primo atto.

L’inconsistenza narrativa si nota anche nella gestione del tempo e dello spazio. L’evento principale è avvenuto 20 anni prima, alcuni luoghi come ci viene raccontato non sono stati toccati da 10 anni, eppure vi si trovano tracce di sangue o appunti lasciati in giro che nessuno sembra aver mai pulito o sistemato in un decennio.
Non giova il fatto che nei momenti in cui dovremmo "scappare", non succederà assolutamente nulla se decidiamo di affrontare il pericolo. Gli sviluppatori pare non abbiano pensato che spesso i videogiocatori seguano la curiosità e testino il gioco contro quanto ci viene "imposto" dal narratore omnisciente.
Il gameplay
In una visuale in prima persona sarà nostro compito esplorare i luoghi e sbloccare stanze per avanzare nella storia. La progressione è quasi esclusivamente legata a codici a 5 cifre sparsi in alcuni appunti qua e là negli ambienti che dovremo poi inserire in lucchetti a combinazione. Oltre un accenno iniziale di un indovinello più elaborato, altro non apparirà.

Se vi siete persi qualche indizio importante durante il gameplay non preoccupatevi! Un rapido menù contenente tutto quanto avvenuto fin'ora sarà sempre consultabile e conterrà assolutamente nulla di quello che vi servirà per risolvere i lucchetti... Quindi sì 5 cifre non sono tante, ma appena le trovate è meglio andare direttamente a inserirle prima di perdervi in altri luoghi e dover tornare indietro a ricercare dove le avevate lette. A peggiorare l’esperienza, in sole tre ore di gioco ho incontrato tre bug che bloccavano la progressione, costringendomi a ricaricare il salvataggio precedente. È evidente che il prodotto avrebbe bisogno di qualche test prima di essere rilasciato senza intoppi.

L'ultimo paragrafo del Caso di John Morley
Per concludere "The Last Case of John Morley" è un avventura breve in cui l'elemento principale, la storia, delude. Essa è spesso portata avanti da scelte insensate da parte del protagonista: "devo andare ad esplorare un edificio disabitato da 20 anni, perché non andarci in piena notte in modo da non vederci nulla?". "A quanto pare devo andare in un altro edificio, meglio abbandonare la mia torcia qua così dopo avrò ancora più problemi a muovermi nel buio....".
Questi e altri vuoti narrativi non possono essere giustificati neanche ipotizzando un detective mentalmente instabile: la scarsa coerenza degli eventi rimane evidente e finisce per minare l’esperienza complessiva del gioco.
Esperienza già di per sè danneggiata da un gameplay che si riduce a inserire codici a 5 cifre in lucchetti e presenza di bug che lasciano intendere un gioco non rifinito.



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