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ARC Raiders - C'è Speranza per gli extraction shooter (Recensione)
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ARC Raiders - C'è Speranza per gli extraction shooter (Recensione)

 

Erano ormai mesi che il mio amico Mattia non faceva altro che tartassarmi le orecchie con questo nome: Arc Raiders. Un altro extraction shooter PvPvE in terza persona , questa volta sviluppato da Embark Studios (gli sviluppatori di The Finals). Lui era in estasi, impaziente di provare il server slam e di buttarsi a capofitto in questo nuovo universo, io rimasi parecchio indifferente, abituato ormai da Battlestate Games (Escape from Tarkov) a promesse infinite mai mantenute.

Come è andata a finire? Mattia non ha comprato il gioco, io due settimane dopo la release ho 75 ore e non vedo l’ora di finire la recensione per tornare a giocare.

 

 

“When Topside, learn to trust your gut”

 

Arc Raiders prende luogo in un'Italia futuristica e distopica in cui alcuni robot misteriosi chiamati “Arc” hanno conquistato la superficie, obbligando l’umanità a rifugiarsi sotto terra. Alcuni residenti della città di Toledo, nel quartiere Speranza, decidono di andare in superficie, conosciuta anche come “Topside”, per recuperare risorse da vendere, barattare o semplicemente per aiutare la comunità. Queste persone vengono chiamate “Raiders”.

Come Raiders, il nostro compito sarà quello di equipaggiarci, andare in superficie e, in 30 minuti, raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati noi; infatti, tranne le quest che ci assegneranno, decideremo noi cosa vogliamo fare in partita: sparare a vista a qualunque cosa si muova, passare in sordina e recuperare più provviste possibile, collaborare con altri team per abbattere gli Arc più grande e arrabbiati della mappa. La scelta è vostra.

 

 

Una delle più grandi differenze con gli altri extraction shooter, per ora, è stata la community. Soprattutto in solo, le persone comunicano, lavorano insieme e favoriscono la collaborazione piuttosto che lo scontro. Il Time-to-Kill più alto di un Escape from Tarkov o di un Hunt: Showdown rendono più difficili dei tradimenti fulminei, anche se estremamente possibili e da tenere sempre in conto.

Inoltre l’AI all’interno del gioco non è assolutamente da sottovalutare: anche gli Arc più piccoli, possono sempre essere pericolosi. La loro capacità di adattarsi, chiamare il supporto degli Arc vicini e la diversità dei robot ti tengono sempre sul chi va là. Anche questo agevola la collaborazione tra giocatori; capita spesso che il Raider che hai davanti sia molto meno pericoloso del Leaper che ti sta per saltare addosso da 50 metri di distanza. 

 

 

Progressione e personalizzazione

 

La creazione del personaggio è un po’ lackluster (pochi volti predefiniti e poco espressivi), ma non preoccupatevi, perchè il vostro volto sarà quasi sempre coperto dagli outfit pazzeschi che Embark Studios ha preparato per voi. Le skins hanno molta personalità, si adattano benissimo all’universo distopico e meritano il nostro (mio) denaro.

 

 

Il secondo elemento che caratterizza il nostro Raider e di conseguenza il nostro stile di gioco è l’albero delle abilità, diviso in 3 rami: Condizionamento, mobilità e sopravvivenza. Per quanto inizialmente siano appaganti e utili, soprattutto nel campo della mobilità, arrivato verso il livello 30, ho fatto fatica a decidere dove investire i miei punti; le abilità mi sembravano poco utili ai fini del mio stile di gioco e mi domandavo sempre: Ma mi servirà davvero questa abilità? Avrei voluto vedere delle scelte un po’ più drastiche nel cambio di gameplay in base alle mie scelte.

I menù di equipaggiamento e di crafting sono facili da interpretare e navigare, avrei preferito collegamenti più rapidi tra traders, crafting e stash, ma Embark Studios, almeno con The Finals, ci ha abituato ad ascoltare molto la community, quindi mi aspetto degli updates alla QOL, già ottima se vogliamo essere sinceri.

 

 

Quest e ambientazioni

 

Le immagini parlano da sole, gli scenari all’interno di Arc Raiders sono mozzafiato, mondi interattivi e vivi, grazie anche ai cambiamenti atmosferici e ai raid notturni. Le zone “calde” delle mappe sono spesso trafficate sia da Arc sia da Raiders, quindi il loot bisogna sudarselo, anche se i boss Arc si trovano sempre nelle stesse locations, il che ci permette di prepararci in anticipo con cosa ci serve per affrontarli o eluderli in base a dove dobbiamo andare.

Mi è piaciuto anche che le diverse mappe abbiamo zone molto aperte e zone molto chiuse, obbligando i giocatori o ad un adattamento brusco in base allo sviluppo della partita o ad una pianificazione estensiva e dettagliata del proprio equipaggiamento.

 

 

Ho trovato i primi accenni della storia di Arc Raiders interessanti, le cutscene, per quanto brevi, sono molto ben fatte ed interessanti; le quest, invece, lo sono per niente, ma soprattutto sono troppo facili e non hanno mai degli obiettivi a sfondo PvP. Capisco questa scelta, Arc Raiders è un gioco che pensa al casual e al giocatore esperto, che in questo momento strizza di più l’occhiolino al casual nel questing. Mi aspetto più avanti questline più complesse, magari intrecciate tra loro, che spingano i giocatori fuori dalla loro comfort zone, senza sfociare nell’eccesso e nel grinding perpetuo per rimanere al passo.

La domanda che però è inevitabile farsi, specie per chi non ha ancora provato il titolo è sicuramente: ma perchè Arc Raiders sta funzionando così bene?

Perchè ha messo d’accordo tutti: In un genere dominato dal pc gaming Embark Studios ha trovato la quadra per avvicinare tutti agli extraction shooters, senza compromessi nell’esperienza. Quando si estrae da un raid di Tarkov si è sollevati di avercela fatta, quando si estrae da un raid di Arc Raiders si è contenti e pronti a buttarsi di nuovo in mischia. Questo anche grazie ai free kit che ci vengono messi a disposizione in ogni momento: chi vuole provare mappe nuove, avventurarsi in luoghi molto movimentati o semplicemente giocare senza avere pressioni addosso, può farlo senza sprecare risorse o tempo. Questo agevola tutti quanti, meno ratting, meno gear fear e più interazioni tra giocatori, violente o no.

 

 

Comparto tecnico

 

Embark ha rotto la maledizione di UE5, creando un prodotto veramente ben ottimizzato e molto molto fluido, solo il movimento del personaggio vale il prezzo del biglietto. Ho riscontrato pochi bug, giusto qualche compenetrazione, a cui gli sviluppatori avevano già pensato con un bottone che ci permette di resettare il nostro personaggio. Anche su sistemi più deboli il gioco gira e rimane comunque bello da vedere. Il matchmaking è rapido e i caricamenti sono relativamente brevi. L’unico difetto nel comparto tecnico che ha bisogno di essere menzionato è il desync; sia io sia altri giocatori con cui ho giocato si sono lamentati di qualche colpo di troppo dietro gli angoli. 


Punti di forza

  • Ambientazione originale e forte personalità visiva, ambientata in un’Italia post-umana ben resa.
  • Meccaniche di gameplay tese, con un buon equilibrio tra cooperazione, rischio e ricompensa.
  • Ottimo rapporto qualità/prezzo per un multiplayer di questa portata.
  • Localizzazione italiana e buon supporto tecnico visivo (soprattutto su PC di fascia alta).

Punti di debolezza

  • Curva di apprendimento iniziale elevata: nuovo giocatore da solo può trovare difficoltà.
  • Esperienza solitaria meno gratificante rispetto al gioco in squadra.
  • Skill Tree e Questing poco gratificanti
  • Desync evidente

 

Conclusione


Arc Raiders è riuscito dove molti altri extraction shooter hanno fallito: essere accessibile senza perdere profondità. Embark Studios ha confezionato un titolo solido, tecnicamente sorprendente e capace di offrire un’esperienza intensa, cooperativa e gratificante, anche per chi si avvicina per la prima volta al genere. Certo, la progressione va raffinata, le questline necessitano di più mordente e qualche problema di desync rompe talvolta l’immersione, ma sono dettagli su una base che funziona, diverte e promette di crescere.
Nel panorama saturo degli sparatutto online, Arc Raiders riesce a distinguersi grazie alla sua atmosfera, al senso di scoperta e alla capacità di far emergere storie spontanee tra giocatori. Non è perfetto, ma è autentico, e in un’industria dove l’autenticità è merce rara, questo basta a farlo brillare.

9Voto KotaWorld.it9Grafica9.5Gameplay8.5Ottimizzazione

 

 

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