oneway.exe, oltre a essere un titolo discretamente inquietante, è un titolo profondamente nostalgico: ci si ritrova infatti intrappolati dentro un videogioco abbandonato, inghiottiti da un codice che si sfalda come un ricordo che non vuole più farsi ricordare. È la sensazione che ogni file cancellato, ogni texture corrotta, ogni messaggio lasciato a metà parli di un’epoca che non esiste più: quella dell’Internet ingenuo e inquietante dei primi anni 2000, fatto di forum anonimi, gif sgranate e leggende metropolitane digitali.
Perché oneway.exe affonda le proprie radici proprio lì, nella cultura creepypasta, quando le storie di giochi maledetti, siti proibiti e utenti scomparsi si diffondevano come virus tra blog e imageboard. Ma invece di limitarsi a evocare quella nostalgia, il gioco la trasforma in un’esperienza tangibile: un viaggio dentro l’archivio corrotto della rete, dove i fantasmi non sono mostri, ma frammenti di codice e di umanità perduta.
Ah, il tutto sviluppato da marito e moglie, AKA Disordered Media.
Oblio digitale
Partiamo subito con un preambolo: oneway.exe è un progetto minuscolo, realizzato da un team di appena due persone che ha dovuto affrontare non pochi ostacoli tecnici. Un aggiornamento di Unity ha compromesso gran parte del lavoro, costringendo gli sviluppatori a ricostruire intere sezioni del gioco e a perdere risorse preziose lungo il cammino. Il risultato è stata un'esperienza al lancio costellata di bug, crash e softlock. Ci siamo dunque presi qualche giorno in più, lasciando il tempo agli sviluppatori di patchare il titolo, per poterne dare un resoconto più adatto alla qualità che il titolo indubbiamente ha, ma che tendeva a venire nascosta sotto l'imponente mole di malfunzionamenti.

All’interno di questo mondo in rovina (in parte volontaria e in parte no), il giocatore vaga tra i corridoi infestati di UNTITLED.exe, un programma mai completato dai suoi tre creatori, tre sviluppatori uniti un tempo da un sogno, poi divisi da tragedie personali e dall’inevitabile erosione del tempo. Ma non sei solo. Man mano che esplori, incontri otto personaggi memorabili, ognuno incarnazione di una diversa sottocultura horror: per esempio Anita, la cheerleader mascotte dal sorriso che nasconde un orrore viscerale; Fiona, il cui corpo diventa incubatrice di qualcosa che non dovrebbe esistere; Kitty, la tua migliore amica; Billie, che unisce bellezza e brutalità in un’eco da slasher anni ’80; e Meaty… beh, è meglio non guardarla dove un tempo c’erano gli occhi.
Il mondo di oneway.exe è un archivio corrotto di Internet, un museo digitale di incubi generati da sottoculture reali, forum, creepypasta, leggende online e vecchi giochi “maledetti” dei primi anni 2000. Ti muovi in un sistema operativo ricreato in ogni dettaglio: finestre cliccabili, programmi, documenti, messaggi di errore e file audio che svelano a poco a poco verità inquietanti. Ogni scoperta ti trascina più a fondo nel suo abisso, ogni clic può aprire una porta verso qualcosa che non doveva essere visto.

Più puzzle che horror
Se la parte tecnica di oneway.exe traballa, quella enigmistica regge l’intero edificio narrativo con una solidità sorprendente. Gli enigmi non sono semplici ostacoli: sono le chiavi per accedere alla memoria collettiva del gioco, i frammenti attraverso cui si ricostruisce l’identità dei tre sviluppatori e del mondo digitale che li ha generati.

Ogni puzzle nasce da un’idea originale, quasi sempre intrecciata alla natura stessa dell’universo virtuale in cui ci si muove. oneway.exe fonde la logica deduttiva dei giochi d’avventura con la curiosità paranoica degli ARG (Alternate Reality Game), spingendo il giocatore a scandagliare ogni angolo, ogni icona, ogni file apparentemente innocuo. Non è raro ritrovarsi a decifrare messaggi nascosti nel codice sorgente, ad aprire documenti corrotti che celano coordinate o frammenti di dialoghi, o a manipolare veri e propri programmi funzionanti all’interno dell’interfaccia di sistema. Le sezioni ambientate sul desktop virtuale rappresentano l’apice di questa filosofia: sfidanti, a tratti spiazzanti, spesso al limite della frustrazione. oneway.exe non offre indizi né bussola, pretende che tu ti perda, che impari a muoverti nel caos e ad ascoltare il linguaggio muto dei file. Una lista di obiettivi o un minimo sistema di tracciamento avrebbero certo reso l’esperienza più accessibile, ma avrebbero anche tolto quella tensione investigativa che rende ogni scoperta così appagante.

In conclusione
oneway.exe non è un titolo perfetto. È pieno di difetti, instabilità e momenti di smarrimento. Ma è anche uno dei rari giochi capaci di trasformare le proprie crepe in un linguaggio narrativo. È un esperimento affascinante, fragile e unico, un viaggio nella memoria collettiva di Internet che parla di amicizia, perdita e oblio. Non lasciatevi scoraggiare dai bug o dai commenti sulle prestazioni: dietro l’apparente caos (che sta venendo rapidamente fixato) c’è un’opera sincera, piena di cuore e di idee. Se siete cresciuti tra le prime leggende digitali, le creepypasta e i misteri "virali" (che allora non si chiamavano neanche così) oneway.exe sarà come tornare a casa, in un internet che non c'è più.
6.2Voto KotaWorld.it7.5Grafica6Gameplay5Ottimizzazione























