è un gioco single player di avventura in stile "escape room" sviluppato da LEAP Game Studios, piccola casa Indie attiva dal 2020. Pur non essendo molto conosciuta, ha sempre raccolto buone recensioni dei propri lavori.
Ambientato a metà 2000, Lo scopo del gioco sarà stabilire una connessione LAN tra alcuni Computer e risolvere piccoli enigmi nei sette livelli che lo compongono.
Gli sviluppatori hanno voluto puntare sull'effetto nostalgia, volendo far ricordare quegli aspetti ormai superati della precedente era informatica: cavi intrecciati, connessioni internet instabili, floppy disk e programmi che richiedevano estrema precisione nei comandi.

L'elemento che unisce tutti i livelli del gioco e ci fa avanzare nella sua storia sarà la scomparsa di un ragazzo della nostra ciurma di amici: un bambino alle prese con un momento difficile della vita, che svanisce lasciando dietro di sé poche tracce.
Approfittando del nostro lavoro estivo come esperti organizzatori di LAN, finiremo per infiltraci in sistemi informatici, fino a chiudere il cerchio sulla scomparsa del nostro amico e sull’identità di una misteriosa figura.

Il gameplay ruota attorno allo spostare i suddetti PC, alla loro messa in rete e ringraziare il cielo che non dobbiamo più perdere la testa dietro programmi in cui l'esperienza utente era un incubo e non vi era alcuna possibilità di reperire aiuto online. L'andamento del gioco ricorda così una tipica esperienza da Escape Room, da sottolineare anche come la fine del livello sia sempre legata all'aprire una porta per uscire dalla stanza...

I livelli saranno divisi in due momenti. Il primo sarà quello di esplorazione in modo da recuperare tutti gli elementi utili per effettuare la LAN, gli oggetti nascosti ed effettuare così la connessione.
Il secondo momento sarà risolvere qualche piccolo enigma per accedere ai dati salvati nei PC, l'ostacolo più comune sarà quello di recuperare le password.
In questa semplicità di Gameplay emergono due mancanze che rischiano di renderlo tedioso. La prima l'impossibilità di accedere al nostro inventario quando si utilizza un PC, costringendoci così a tenerci a disposizione carta e penna per prendere appunti. La seconda è l'assenza di suggerimenti se ci si blocca. La possibilità di chiamare un amico della ciurma si rivela inutile e ridondante, perché si limita a ripetere la task che già ci dicono di fare in alto a sinistra.

A salvare il gioco dalla ripetitività saranno le sue poche ore per completarlo. Collegare i computer livello dopo livello nello stesso identico modo, senza variazioni, non offre grandi possibilità di gameplay. Sarebbe bastato introdurre anche solo qualche minigioco sui PC, magari imitazioni di classici dell’epoca come Space Invaders o Tetris, per arricchire notevolmente l’esperienza.
A migliorare leggermente la rigiocabilità, una volta terminato il gioco è possibile rivedere i "misteri" scovati per sbloccare così il finale segreto e recuperare così quanto ci manca rigiocando singoli livelli. Tuttavia, mi sono imbattuto nel bug più fastidioso: tentando di recuperare un documento mancante del primo livello, una volta completata la missione, le opzioni “seleziona livello” e “vedi misteri” risultavano bloccate. Per utilizzarle, avrei dovuto rifare l’intera avventura dall’inizio, nonostante avessi scelto di rigiocare un singolo livello.

La grafica non spicca né per stile né per qualità: non è il tipo di gioco da ammirare per la resa visiva. Tuttavia, per gameplay e storia funziona bene e non richiede miglioramenti. L’Unreal Engine è gestito con parsimonia, permettendo al gioco di girare anche su PC poco performanti; a dirla tutta, sorprende che i requisiti minimi richiedano addirittura 8 GB di RAM.
Lan Party Adventures è un piccolo tuffo nostalgico negli anni 2000, con cavi intrecciati, floppy disk e programmi impossibili da usare senza carta e penna. Il gioco riesce a divertire grazie alla sua formula da escape room, ma non nasconde i limiti: rigiocabilità ridotta, assenza di suggerimenti efficaci e una certa ripetitività rendono l’esperienza a tratti frustrante. Sarebbe stato piacevole trovare qualche minigioco sui PC o strumenti più pratici per annotare e gestire gli oggetti, ma anche così, per poche ore, il titolo riesce a intrattenere. In definitiva, un indie curioso e nostalgico, con il pregio di non prendersi troppo sul serio, ma che avrebbe potuto regalare di più con qualche accorgimento.


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