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Indiana Jones: L’Ordine dei Giganti - Repetita iuvant, quamvis... (La Recensione del DLC)
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Indiana Jones: L’Ordine dei Giganti - Repetita iuvant, quamvis... (La Recensione del DLC)

 

Il viaggio di Indiana Jones in L’Ordine dei Giganti, primo DLC di Indiana Jones e L’Antico Cerchio, si apre con un’idea tanto suggestiva quanto carica di promesse: durante una delle sue esplorazioni nei giardini della Santa Sede, il celebre archeologo incrocia la strada di Padre Ricci, giovane sacerdote dal carisma enigmatico, affiancato da un pappagallo parlante che alleggerisce la scena con una nota comica inattesa. Sarà proprio questa insolita coppia a introdurre Indy al mistero dei Nephilim, la mitica stirpe di giganti discendenti dagli angeli caduti, le cui tracce sembrerebbero custodite nelle profondità delle catacombe papali sotto forma di un elmo dall’immenso valore storico e simbolico.

Un incipit tanto teatrale e carico di fascino lascia immaginare un’espansione densa di colpi di scena e nuove prospettive narrative. Tuttavia, ben presto emergono i limiti strutturali di questa avventura: la durata complessiva si attesta sulle 2-3 ore, un tempo davvero esiguo per un contenuto dal prezzo di 20 euro (a meno che non sia incluso nella Premium Edition). Una scelta che pesa inevitabilmente sul giudizio complessivo, soprattutto se confrontata con la portata epica della campagna principale.

Non solo la breve longevità rappresenta un ostacolo, ma anche la collocazione temporale della vicenda contribuisce a smorzarne l’impatto. L’Ordine dei Giganti si inserisce infatti nelle battute iniziali de L’Antico Cerchio, fungendo quasi da digressione parallela più che da vero e proprio proseguimento. Questo posizionamento rischia di creare un effetto straniante: da un lato offre nuovi spunti di lore che arricchiscono l’universo narrativo, dall’altro rende evidente una certa discontinuità con la timeline principale, impedendo al racconto di integrarsi in modo naturale e armonico con il resto dell’opera.

 

 

Atmosfera sì, ma senza respiro

 

Gran parte dell’azione di L’Ordine dei Giganti si consuma nei sotterranei di Roma: un dedalo di catacombe e condotti fognari che, per coerenza con la trama, si prestano bene a ospitare segreti antichi e reliquie perdute. Dal punto di vista estetico, nulla da eccepire: l’illuminazione è suggestiva, le texture restano di ottima qualità e il lavoro di environmental storytelling restituisce l’idea di un mondo vissuto, intriso di storia e mistero. Ogni corridoio trasmette un senso di oppressione palpabile, ogni anfratto cela l’impressione di un segreto mai del tutto rivelato.

 

 

Tuttavia, questa scelta scenica finisce per limitare fortemente la varietà. Chi aveva apprezzato le vedute spettacolari e la maestosità architettonica de L’Antico Cerchio si ritroverà qui in ambienti più angusti, lineari e ripetitivi. Se da un lato il DLC riesce a evocare tensione e atmosfera, dall’altro sacrifica il respiro epico e l’impatto visivo che avevano contribuito a rendere indimenticabile la campagna principale. In altre parole, il fascino c’è, ma rischia di trasformarsi in claustrofobia: invece di viaggiare tra scenari mozzafiato, ci si ritrova a vagare in un labirinto oscuro che, pur ben realizzato, non riesce a mantenere viva la stessa meraviglia.

 

La sicurezza della routine

 

Dal punto di vista ludico, L’Ordine dei Giganti non cerca di reinventare la formula, ma si limita a riproporre i tratti distintivi che hanno reso L’Antico Cerchio un’avventura godibile: infiltrarsi in luoghi proibiti, decifrare indizi e rompicapi, conquistare la reliquia di turno e infine vivere l’immancabile fuga rocambolesca tra crolli e inseguimenti. È una scelta conservativa, che non osa sperimentare ma che, proprio grazie alla sua familiarità, mantiene intatto il sapore dell’avventura all’Indiana Jones.

 

 

Un elemento interessante è rappresentato dalla scalabilità dinamica della difficoltà: il livello di sfida si adatta in base al momento della campagna principale in cui si decide di affrontare il DLC. Chi lo intraprende nelle prime ore troverà avversari più abbordabili, mentre chi arriva a Roma con un arsenale potenziato e abilità affinate si troverà di fronte a nemici ben più coriacei. È un accorgimento intelligente, che rende il contenuto fruibile a più tipologie di giocatori, pur con il rovescio della medaglia di offrire esperienze sensibilmente diverse a seconda del punto di accesso.

Meno riuscita, invece, la componente legata agli enigmi. Se nella campagna principale brillavano per inventiva e complessità, capaci di regalare la soddisfazione di sentirsi autentici archeologi al cospetto di segreti millenari, qui appaiono più lineari, quasi guidati, con un'eccezione in particolare davvero frustrante (complice anche un bug che ci impediva letteralmente di risolvere l'enigma). Restano coerenti con l’ambientazione e mai banali, ma mancano di quell’effetto sorpresa capace di far riflettere e poi esclamare “Ecco, ci sono riuscito!”. In questo senso, il DLC sembra aver abbassato l’asticella, puntando più sulla scorrevolezza che sulla profondità, con il rischio di lasciare l’impressione di trovarsi di fronte a passaggi accessori piuttosto che a vere sfide intellettuali.

 

 

In conclusione

 

In definitiva, L’Ordine dei Giganti porta con sé un frammento narrativo affascinante, capace di arricchire l’universo di L’Antico Cerchio con nuovi dettagli di lore e qualche ricompensa aggiuntiva sotto forma di libri di abilità e collezionabili. Tuttavia, la sua natura rimane quella di un contenuto minore, breve e circoscritto, che fatica a giustificare il prezzo pieno richiesto. Nonostante l’ambientazione suggestiva e l’incipit promettente, la durata ridotta e la mancanza di veri guizzi creativi finiscono per farlo sembrare più una curiosità accessoria che un’espansione imprescindibile.

Per i fan più accaniti di Indiana Jones, quelli che non vogliono perdersi neppure un frammento della sua leggenda videoludica, l’acquisto può valere la pena, purché affrontato con la consapevolezza di trovarsi davanti a un’avventura breve e non determinante. Per tutti gli altri, il consiglio è chiaro: attendere un forte sconto o un eventuale bundle, perché a prezzo pieno la delusione rischia di superare la soddisfazione.

 

 

6.5
Voto complessivo
Grafica
8.5/10
8.5
Gameplay
6.5/10
6.5
Ottimizzazione
7/10
7
Prezzo
4/10
4

Informazioni sull'Autore

War

Biografia

- Staff di KotaWorld.it
Lorenzo “WaR” Agonigi nasce nell’ormai troppo lontano 1995 e già tre anni dopo, nel 1998, inizia la sua carriera videoludica, con un Nintendo 64 fiammante. Devo essere onesto, non sono stato un pro gamer fin da subito, tant’è che le mie prime esperienze più che da giocatore sono state da spettatore: mentre i miei genitori, a turno, giocavano, io mi divertivo a guardarli (ehi, ho inventato Twitch con dieci anni di anticipo!!). 
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