Prima di entrare nel cuore di Overture, il corposo DLC pubblicato lo scorso 6 giugno, vale la pena ripassare perché Lies of P ha lasciato il segno nel panorama soulslike.
Il titolo di Neowiz e Round8 prende le mosse da un’intuizione tanto semplice quanto brillante: rileggere la favola di Pinocchio in chiave gotica e decadente. La città di Krat, con le sue strade annerite dalla fuliggine, le fabbriche in rovina e le biblioteche abbandonate, è teatro di una rivolta delle marionette, scatenata da una misteriosa malattia e da un profondo decadimento morale. Tu sei P, una marionetta speciale, in grado di mentire. Ed è proprio questa capacità a differenziarti dagli altri automi, spingendoti in una missione alla ricerca di Geppetto, tuo creatore, ma soprattutto della verità su cosa significhi essere “umano”.
La narrativa si muove tra riflessioni esistenziali su coscienza, libero arbitrio e identità, sfruttando il meccanismo delle menzogne come fulcro non solo narrativo, ma anche meccanico. Ogni bugia detta o evitata può cambiare il corso della storia, i rapporti con gli NPC e, naturalmente, il finale. Lies of P non nega le sue influenze: Bloodborne, Sekiro, Dark Souls… ci sono tutte. Eppure, riesce a emergere con una sua voce. Il sistema di combattimento è solido, tecnico, lento e punitivo quanto basta. Le schivate devono essere dosate, il parry perfetto è essenziale, e ogni scontro diventa un piccolo duello da studiare e dominare. A questo si aggiunge il braccio Legione, una sorta di multitool meccanico con cui P può equipaggiarsi di rampini, scudi, fucili a corto raggio o lanciafiamme, ampliando la strategia in combattimento ed esplorazione. Le armi principali, inoltre, possono essere scomposte e ricombinate, permettendo una buona varietà di build, supportata da un sistema di crescita ispirato ai classici soulslike.

Krat è senza dubbio uno dei personaggi principali dell’avventura: una città che ricorda la Parigi ottocentesca, ma immersa in un’atmosfera steampunk decadente, sporca, affascinante e a tratti inquietante. Ogni area è un piccolo mondo a sé: dai teatri ai laboratori, dalle fogne alle cattedrali, tutto racconta qualcosa, con documenti ambientali, appunti e dettagli visivi mai lasciati al caso. La progressione, seppur semilineare, è ben costruita, con hub centrali, scorciatoie e segreti nascosti ovunque.
Dal punto di vista tecnico, Lies of P si è rivelato sorprendentemente solido. Nessun calo di frame, nessun crash. L’atmosfera è resa con maestria da un comparto visivo ispirato, fatto di luci soffuse, palette cupe e un design dei nemici che riflette perfettamente il mondo malato che ci circonda. Certo, non tutto è perfetto: alcuni boss risultano sbilanciati, il sistema di parata perfetta è forse troppo punitivo nelle fasi iniziali, e alcune build (in particolare quelle basate sulla forza motrice) sono chiaramente più efficaci di altre. Anche la narrativa, per quanto interessante, a volte inciampa in passaggi criptici o poco sviluppati. Eppure, il gioco rimane una delle sorprese più affascinanti del genere.

Un soulslike elegante, maturo, che riesce a rielaborare una fiaba celebre in chiave tragica e steampunk. Un omaggio intelligente ai FromSoftware, ma anche un’opera capace di brillare di luce propria.
Overture - Il peso del passato, la promessa del futuro
Ed eccoci a Lies of P: Overture, l’atteso DLC che funge contemporaneamente da epilogo e da prologo della storia principale. Accessibile al Capitolo 9 del gioco base, Overture ci porta letteralmente indietro nel tempo, in una Krat ancora viva, ma già prossima al collasso. Dopo aver sconfitto il boss dell’area, sarà possibile riattivare uno Stargazer dimenticato e iniziare questo nuovo viaggio.
Protagonista dell’espansione è Lea Florence Monad, la “Persecutrice Leggendaria”, impegnata in una disperata missione per salvare il suo apprendista Romeo da un’antica nemesi, un volto familiare per chi ha completato il gioco base. La sua figura incarna tutto il dolore, il rimorso e la determinazione di un personaggio spezzato, e il DLC le rende pienamente giustizia. La scrittura rimane fedele alla formula ambientale di Lies of P, ma riesce comunque a offrire una chiusura emotivamente potente, che lega con efficacia passato e futuro dell’universo narrativo.

La prima area che esploreremo, lo zoo innevato di Krat, è forse la più riuscita dell’intera espansione: suggestiva, dettagliata, ricca di pathos e strutturata con intelligenza. Le successive zone, purtroppo, non reggono il confronto: sono più lineari, meno ispirate e, a tratti, poco memorabili. L’impressione è quella di un DLC che parte col botto, ma perde leggermente smalto sul piano dell’esplorazione man mano che si avanza. La difficoltà è, ancora una volta, uno dei pilastri dell’esperienza. Overture è impegnativo, anzi più impegnativo del gioco base. I nemici, gli NPC ostili e soprattutto i boss principali non fanno sconti. La difficoltà “Persecutore Leggendario” è quella raccomandata dagli sviluppatori, ma per chi vuole solo godersi la storia senza stress, sono state aggiunte opzioni più accessibili, che comunque mantengono un buon livello di sfida.
Sul fronte dei boss, Overture si difende benissimo. Otto le nuove battaglie: tre boss principali legati alla trama, un boss opzionale e quattro mini-boss. Il design dei combattimenti è, ancora una volta, lodevole. Markiona, ad esempio, è un duello ben bilanciato e leggibile, con una meccanica visiva che segnala le sue intenzioni tramite i colori dei fili delle armi. Meno riuscito, a mio parere, il Guardiano delle Rovine, complice una gestione della telecamera piuttosto frustrante. Il boss finale, però, è un vero spettacolo: veloce, spietato, stratificato. Un addio perfetto per un DLC che chiude col botto.

Anche il gameplay riceve una bella iniezione di novità. Due nuovi bracci Legione, uno con lame rotanti, l’altro con una doppietta, ampliano la libertà di approccio. Tra le armi più divertenti spiccano la spada “Cavaliere Pallido”, con un fucile integrato per attacchi in slancio, e gli “Artigli della Morte”, perfetti per build agili e incentrate sulle alterazioni di stato. C’è perfino un arco con munizioni infinite, utile per situazioni complesse. Tra i nuovi status, il congelamento, simile al surriscaldamento del gioco base, aggiunge un ulteriore strato tattico riducendo i PV nel tempo.
L’espansione dura circa 15 ore, 20 se si punta al completismo. Considerando il prezzo di 29,99€, forse un taglio di dieci euro sarebbe stato più giusto, ma la qualità resta alta. Il DLC offre contenuti consistenti, una narrativa ben intrecciata e alcuni dei migliori boss visti finora nel gioco. A livello tecnico, Overture mantiene la stabilità del titolo base: caricamenti rapidi, zero crash, nessun frame drop. Peccato solo per la gestione della telecamera, che in alcuni scontri continua a rappresentare un piccolo tallone d’Achille.

In definitiva, Lies of P: Overture è un’espansione solida e appagante, che riesce a dare nuova linfa a un universo narrativo già affascinante, arricchendo la lore e innalzando il tasso di sfida. Non tutto è perfetto, ma il viaggio ne vale la pena.






















