Intelligenza artificiale, mi scrivi per favore la recensione di “Kiborg”? Ops, che pasticcio, ho cliccato su “pubblica” prima di eliminare il prompt (per chi non l’avesse capito, è una frecciata bella e buona, ma non dirò di quale testata sto parlando – se siete intelligenti, saprete come trovare la notizia). Che poi scrivere una recensione di un gioco cyberpunk con l’IA è molto meta, per carità, ma l’apporto umano è (ancora) insostituibile, sorry. Insostituibile come Kiborg (madò sembra che io stia facendo la pubblicità alle merendine o al detersivo) di cui parleremo in questo articolo. Restate dunque incollati allo schermo e preparatevi ad entrare nel mondo di…
Storyline e meccaniche
…Morgan, un carcerato in un penitenziario di… huh… massima sicurezza? Boh, non saprei. Quello che è importante è che il baffuto energumeno si trovi nel bel mezzo di un reality show (idea non tutto novella, se vogliamo dirla tutta, ma piena di fascino - *coff coff* chi ha detto S.C.U.M.?) nel quale per uscirne vivi si dovrà passare illesi attraverso tutta una serie di mazzuolate, schiaffoni e cazzotti (ma senza fagioli).

Come tutte le prigioni che si rispettino, i galeotti vengono infatti sguinzagliati di livello in livello man mano che il buon Morgan percorre i meandri del primo piano. Una volta pestato il boss, Braun… ahem, volevo dire Morgan accederà ad un secondo piano più simile ad un laboratorio di biologia, ove infatti troverà a pararglisi dinnanzi una serie di sgorbi a base carbonio non meglio precisati. Preso anche il secondo boss a sberle a due a due fino a che non son diventate dispari, si procede verso il terzo ed ultimo piano, dove giustamente non vuoi mettere le guardie carcerarie e qualche robot a prendere due pizze? Lo show si conclude con il combattimento tra il nostro muscoloso eroe e l’amministratore della prigione, il quale si propone in una veste che è più titanio che materia organica.
Ora, detta così sembra che ci si trovi davanti ad un beat ‘em up lineare, ma non potreste essere più lontani dalla verità, cari 01000001 01101101 01101001 01100011 01101001. L’avete mai visto un beat ‘em up roguelite? Eh? Eh? L’avete mai visto? Beh, compratevi Kiborg e lo avrete visto. Il brillante titolo di Sobaka Studio (avvezzo al genere) si contraddistingue per essere un divertente gioco a bivi. Dopo ogni zuffa, si avrà il diritto di scegliere se andare a destra o a sinistra per raggiungere il livello successivo, ogni scelta delle quali sarà caratterizzata da incontri, possibilità di ottenere equipaggiamento (di cui parleremo tra pochissimo), ecc… Se durante la propria scalata alla torre-prigione il buon Baffo viene messo K.O., nessun problema, si ricomincia daccapo, ma con dei “punti esperienza” generati dal percorso precedente che potranno essere spesi per l’acquisto di abilità speciali, per sbloccare combo, per aumentare la probabilità di ottenere equipaggiamento raro, per aumentare i punti vita del nostro protagonista e così via dicendo. Le abilità sono intrecciate in un albero non troppo complesso ed il loro costo, come ci si può aspettare, è a crescita quasi esponenziale, man mano che si ottengono quelle più avanzate.

Si, vabbé, ma perché cyberpunk? Perché, tesori miei, tra l’ultima papagna che decreta il passaggio al livello successivo e la conseguente scelta al bivio, piomberà ai piedi di Morgan una cassaforte in acciaio contenente a volte pecunia, a volte armi (bianche o pew pew), ma soprattutto a volte cazzutissimi cyberpotenziamenti con cui cambierete la vostra apparenza da un simil-Dr. Eggman ad un vero e proprio Gundam. Le parti robotiche andranno a rimpiazzare una delle parti organiche di Morgan e se per caso ne avete già una, andranno a migliorare quella già esistente.

Ma il quinquetto russo di Sobaka si è voluto rovinare: oltre alle parti cibernetiche mi ha messo i moduli con cui poter migliorare ancora di più il silicio che le compone. E le mutazioni genetiche (che di solito danno un potenziamento bio non indifferente, a fronte di un de-potenziamento). E bonus acquistabili con i crediti. E poi le armi, ragazzi. Non potete capire la soddisfazione di prendere a cartellostradalate un nemico, schioppettarne uno con un revolver stile far west e prendere a smitragliate laser un mini-boss con l’arma primaria. Il tutto mentre un’insalata di effetti di stato attanaglia voi ed i vostri nemici mentre fate slalom per evitare (o per farlo apposta) l’attivazione delle varie trappole disseminate nei livelli medio-avanzati.

Ma torniamo alle botte e menzioniamo le combo, ognuna con diversi effetti speciali e 4 abilità speciali di combattimento da attivarsi tramite “tacche di energia” che si riempiono via via che dispensate morte e distruzione… Le quali vengono addirittura migliorate (le abilità) da un’ulteriore fila di 5 caselle (chiamate “spade infuocate” se non vado errato) che vengono riempite anch’esse previo determinate condizioni.

Botte è bello (bótte, non bòtte)
Malgrado ci sia tanta “carne al fuoco”, Kiborg è estremamente piacevole e non risulta troppo complesso. I comandi (per carità, usate un joypad, altrimenti verrete puniti aspramente dall’esperienza) sono messi sui tasti giusti ed il gioco procede con fluidità tra un commento e l’altro di un simpatico ammasso gelatinoso che tenta in parte di prendere per i fondelli il nostro Morgan, in parte lo istiga alla viuleeeeenz’, in parte si meraviglia se lasciate il campo di battaglia grondante di sangue, senza averne voi persa mezza goccia. I rallenty durante le “fatality” ai mini-boss sono goduriose, così come i modelli di tutte le armi e i potenziamenti, ma la grafica non raggiunge mai livelli eccellenti. Questo a dispetto però della necessità di avere un sistema di ultima generazione: Kiborg infatti riesce a girare a dettagli massimi con delle specifiche di medio livello senza problemi di fluidità.
Rigiocabilità e conclusioni
Quante volte vi sarete rotti le balle dei roguelite che una volta finiti non danno più quella spinta ulteriore a continuare a giocarci? Ecco, Sobaka mi ha fatto la genialata di introdurre gradi di sfida ad aumento, così come lo sblocco di un frammento di storia (chi è Morgan? Come ci è finito in prigione? E perché non lascia che il sonno eterno lo prenda, invece di doversi sobbarcare l’onere di malmenare tutti i poveri malcapitati che gli capitano a tiro?) alla fine della "scalata", che vi farà venire voglia di continuare a spaccare crani. Non vi piace la modalità roguelite? C’è l’arena (sbloccabile) in cui sarà possibile sdraiare orde di nemici a difficoltà crescente e premi minori.
Il prezzo su Steam poi è davvero misurato al titolo. Attualmente a 24,50€, Kiborg rappresenta uno di quei “must have” che mi trovo raramente a consigliare. Oltre che su PC, Kiborg è disponibile su PlayStation 5 e Xbox Series X|S.























