Insurmountable - La Recensione (PC)

Insurmountable - La Recensione (PC)

"Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono" diceva William Blake. E, nel suo piccolo, Insurmountable è una grande cosa. Se non altro per l'originalità con cui il prodotto di ByteRockers' Games entra a piè pari nell'ormai affollatissimo e riciclatissimo panorama dei rogue-like. In questa piccola perla indie non avremo dungeon da esplorare, nemici da uccidere o skill da livellare, in realtà avremo solo 4 "nemici", ovvero le 4 montagne che dovremo scalare, sopravvivendo alle intemperie e alle nostre debolezze più profonde...

 

La morte scala al tuo fianco

In Insurmountable potremo prendere il controllo di uno fra 3 avventurieri, ciascuno con un background e delle abilità differenti, nonchè una motivazione differente che lo porta a scalare l'insormontabile: avremo l'avventuriero, sempre alla ricerca di una nuova sfida; lo scienziato, sempre al confine tra genio e follia; e infine il giornalista, in continua ricerca dell'ultimo sensazionale scoop.

Selezionato il vostro alter ego sarà tempo di un'altra scelta, ovvero quella della difficoltà. Al primo avvio sarà disponibile solo il primo livello (normale), per prendere dimestichezza con il titolo, ma non pensiate che si tratti di una passeggiata, tutt'altro. Selezionata infine la montagna e la via per raggiungere la cima, giunge infine il momento di mettersi in cammino.

Ciascuna montagna viene generata proceduralmente ad ogni run, e tutte sono rappresentate con tasselli esagonali, simili alle mappe di Civilization per intenderci, e ciascun tassello rappresenta un particolare tipo di terreno. Ci muoveremo selezionando la casella che vogliamo raggiungere e il nostro personaggio si muoverà automaticamente seguendo il percorso più breve verso la destinazione. Attenzione però: non sempre la via più breve è la migliore! Terreni accidentati, ghiacciai, crepacci e ripide scalate verticali rappresentano pericoli possibilmente letali, per cui dovrete valutare ogni mossa nel minimo dettaglio se vorrete sopravvivere. Lungo il percorso inoltre troveremo delle caselle speciali che attiveranno particolari eventi scritti: incontri con animali selvaggi, vecchie reliquie abbandonate o semplicemente tracce del passaggio di altri scalatori, starà a noi decidere se soffermarci in questi incontri o procedere senza perdere tempo.

Oltre a decidere il percorso migliore, al giocatore viene richiesto di monitorare e gestire varie statistiche del nostro alpinista, in modo da permetterne la sopravvivenza: prima tra tutte la barra della salute, che per ovvi motivi deve essere mantenuta più piena possibile. Cadute accidentali di massi, scivoloni sul ghiaccio o altri pericoli possono attentare ai nostri punti vita, che devono essere preservati fino alla fine della scalata per poter succedere nel nostro obiettivo. Poi avremo la barra della stamina, importante indicatore della stanchezza fisica del nostro alter-ego. Passare troppo tempo senza dormire o affrontare percorsi particolarmente accidentati per cui non siamo preparati farà scendere drasticamente la nostra energia, costringendoci a prendere delle pause per recuperare fiato. Poi abbiamo la barra della sanità mentale, più subdola da gestire: durante la scalata, infatti, il nostro morale verrà messo a dura prova, per esempio trovando cadaveri di altri alpinisti sul nostro cammino, o semplicemente quando verremo costretti dalla scarsità di risorse a "prenderne in prestito" dai campi base degli altri scalatori. Le ultime due statistiche da gestire infine sono la temperatura e l'ossigeno: la prima ovviamente andrà preservata evitando di dormire all'addiaccio oppure scegliendo di scalare soltanto durante le giornate di sole; l'ossigeno invece diventa necessario solo dopo aver raggiunto una determinata altitudine, dopo la quale sarà necessario gestire molto attentamente le nostre forze e, eventualmente, fare ricorso a bombole di ossigeno, sempre se ne avremo a disposizione.


Imprevisti e probabilità

Se, come è molto probabile nelle prime run, ci ritroveremo a fare i conti con i nostri calcoli errati e quindi una (o più) delle 4 barre delle statistiche vuote, entreremo nel cosiddetto "stato critico": continuando a scalare senza ripristinare tali stat, la probabilità che eventi avversi si abbattano su di noi sale vertiginosamente, e con essi molto spesso sopraggiunge il game over. Come in ogni roguelike che si rispetti, però, anche Insurmountable presenta un sistema di levelling del nostro personaggio, con conseguente sblocco di importanti skill, attive o passive, che aumentano sensibilmente le nostre capacità di survival, sempre se utilizzate cum grano salis.

E come se tutto ciò non bastasse, a metterci lo zampino c'è anche il meteo, con variazioni metereologiche in tempo reale in grado di stravolgere completamente i nostri piani, poichè scalare durante una nevicata non è assolutamente come scalare durante una giornata di cielo limpido. Neanche a dirlo, è presente anche un ciclo notte-giorno, con il quale dovremo fare i conti soprattutto per evitare di rimanere senza un riparo durante il riposo notturno, fondamentale per recuperare energie preziose.

Tecnicamente parlando

Abbiamo provato Insurmountable sulla seguente configurazione:

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte GTX 1080 8Gb

Kingston Hyper x FURY (2x8Gb) DDR4

Risoluzione 3440x1440 (21:9)

Il titolo si comporta assolutamente bene, non raggiungendo vette elevatissime in quanto a frame-rate, ma vista la natura del gioco, non se ne sente tutto sommato il bisogno. Graficamente sufficiente, un po' meno il sonoro, con una nenia dapprima rilassante ma che alla lunga finisce per stancare. Bug e crash sporadici non alterano pesantemente l'esperienza di gioco, che rimane tutto sommato solida e soddisfacente. Certo si poteva magari fare qualcosa di più per l'HUD, un po' "spartana" a nostro parere, ma stiamo parlando di dettagli.

In conclusione

Insurmountable è sicuramente un titolo ambizioso e innovativo, che si intrufola nel panorama roguelike proponendo un tema mai visto. Questo, per forza di cose, lo relega a essere un titolo perlopiù di nicchia, capace di attirare soprattutto amanti dell'alpinismo e del survival, e che sarà capace di occupare tali appassionati per molto tempo, vista l'intrinseca difficoltà del gioco. Ponderare bene ogni scelta, gestire efficientemente le proprie risorse e, perchè no, sfruttare anche un po' la benedizione della dea bendata, saranno azioni fondamentali per il giocatore che vuole portare a casa la pelle in Insurmountable.

7Voto KotaWorld.it7Grafica6.5Gameplay7.5Ottimizzazione

 

 
KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Appassionato di videogames, cinema e musica, nel tempo libero frequenta l'Università con il folle obiettivo di laurearsi. La sua carriera videoludica inizia nel lontano '98 grazie a un Nintendo 64 seguito poco dopo da un GameBoy Color. L'incontro con picchiaduro del calibro di Tekken 3 e Mortal Kombat 3 lo porta ben presto ad abbandonare la troppo politically correct Nintendo per lanciarsi nelle braccia di Sony. Dopo anni di fedeltà e amore (platonico) per Kazuo Hirai, passa alla PC Master Race e fonda, insieme ad altri amici, dapprima il team KotA e poi KotaWorld, per il resto...beh staremo a vedere. 

Ultimi articoli dell'autore: