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Fort Solis - La Recensione (PC)

Fort Solis - La Recensione (PC)

 

Con il continuo miglioramento delle prestazioni dei motori grafici e di tecnologie come il motion capture, il confine tra il media videoludico e quello cinematografico si sta rapidamente e inesorabilmente assottigliando. Nascono quindi esperimenti come Fort Solis, uno sci-fi thriller nato dalla collaborazione tra due team indipendenti, Fallen Leaf e Black Drakkar Games. Guidati dal game director James Tindale, il doppio team anglo-polacco ha voluto testare le capacità del poderoso Unreal Engine 5.2, regalandoci un'esperienza dall'altissima fedeltà visiva e capace di immergerci totalmente nella storia. Noi abbiamo testato la versione PC del titolo, ma Fort Solis sarà disponibile al lancio anche su Playstation 5, con una versione retail in edizione limitata in arrivo ad ottobre.

 

 

Alarm Detected

 

Ci troviamo nel 2080. L'umanità, alle prese con gli effetti disastrosi della crisi climatica sulla Terra, è però riuscita a raggiungere Marte e a stabilirvisi con infrastrutture a carattere scientifico e di ricerca. Ad una distanza media da casa di 254 milioni di chilometri, scienziati e ingegneri lavorano alacremente all'interno di basi, superficiali o sotterranee, per riuscire a rendere sostenibile la vita sul pianeta rosso, rendendo quindi possibile l'esodo dal nostro pianeta morente. In tutto questo noi vestiamo i panni di Jack Leary (Roger Clark di Red Dead Redemption 2), un ingegnere di stanza a Fort Minor che, all'apertura del sipario, è di turno per una riparazione in superficie insieme alla collega Jessica Appleton (Julia Brown).

Leary riceve un'anomalo segnale di emergenza al suo computer da polso: l'allarme arriva dalla base mineraria di Fort Solis, che è stata conseguentemente posta in lockdown totale. Deciso ad andare a fondo alla faccenda, Jack si separa da Jessica (la quale comunque continuerà a tenerci compagnia via radio durante tutta la nostra "missione") e monta sul poderoso LTV, un mezzo di trasporto su ruote simile al Mako di Mass Effect, per raggiungere la base in difficoltà.

 

 

Dopo essere riusciti a penetrare all'interno della base, nonostante il lockdown, sarà nostro compito quello di improvvisarci investigatori e perlustrare i meandri di Fort Solis alla ricerca dei membri che la occupavano (tra cui il dottor Wyatt Tailor, aka Troy Baker), misteriosamente scomparsi. Tra tunnel oscuri, cabine dell'equipaggio, laboratori e ambulatori medici, Leary si troverà a scoprire, suo malgrado, la cupa e macabra verità che si cela dietro l'allarme a cui ha, sciaguratamente, risposto. Essendo Fort Solis un titolo fortemente incentrato sulla narrazione, sarebbe scorretto andare oltre, privandovi del piacere della scoperta. 

Su Fort Solis sta calando la notte...e sarà una lunga notte.

 

Passeggiata marziana

 

Fort Solis è diviso in quattro capitoli che, come suggeriscono gli sviluppatori, possono essere trattati come una serie Netflix: potremo giocarli (o in questo caso "bingiarli) tutti d'un fiato, oppure giocarli uno alla volta, con le dovute pause. La durata complessiva dell'esperienza è di circa quattro ore, con scarse opzioni di rigiocabilità. Ma si può davvero parlare di longevità con un titolo come questo? Di fatto non si parla mai di longevità per quello che riguarda una serie o un film e Fort Solis non si distacca molto da un film interattivo: assenza di HUD (sostituita molto intelligentemente dall'utilizzo diretto del computer al braccio di Leary), assenza di cut-scenes, nessun tempo di caricamento, telecamera fortemente ravvicinata alle spalle del personaggio, tutto grida taglio cinematografico

 

 

Un'esperienza ibrida in cui, per forza di cose, il gameplay è ridotto all'osso: in pieno stile walking-sim, tutto ciò che dovremo fare sarà letteralmente camminare tra la polvere della superficie e gli spazi quasi asettici della base, interagendo con vari oggetti per approfondire la nostra conoscenza sugli eventi che hanno portato al crollo di Fort Solis, oppure risolvendo banali puzzle ambientali per proseguire. Il tutto è poi condito da una piccola dose di collezionabili nella forma di poster e manifesti che "abbelliscono" le nude pareti del complesso. Ah, e quando diciamo camminare, intendiamo proprio camminare: nel gioco è presente solo la camminata "lenta", senza alcuna possibilità di velocizzare il passo. Sicuramente la scelta è stata fatta a favore del realismo dell'esperienza, ma forse la possibilità di allungare un pochino il passo non avrebbe poi fatto così male. Ci sono anche delle istanze di QTE ma, a quanto abbiamo visto, non hanno una vera e propria utilità visto che anche sbagliandoli tutti la storia va avanti senza grandi problemi.

 

 

La ricchezza di dettagli in ogni scenario è impressionante (lo stile realistico e pulito ci ha ricordato molto quello di Remedy) e, sebbene non ci sia una varietà incredibile di ambientazioni (per ovvie ragioni), il livello di immersione raggiunto è notevole. Vagare nella base spaziale scarsamente illuminata, abbandonata a se stessa, in completa solitudine, è un esperienza a tratti soffocante, intensa, e il non avere idea di cosa ci potremmo ritrovare davanti (memori di esperienze come Dead Space o Alien Isolation) è a dir poco snervante. Fortunatamente ci penserà la nostra amica e collega Jessica a farci compagnia e stemperare la tensione (anche se, in realtà, Leary appare sempre abbastanza rilassato, al contrario di chi lo comanda ndr.) parlando di cinema e serie TV, la loro passione in comune. Anche i monologhi interiori del protagonista e i dialoghi sono estremamente realistici, così come i reperti audio e video che recupereremo dai terminali dei membri dell'equipaggio, denotando un lavoro in fase di doppiaggio davvero superbo. 

 

 

 

Tecnicamente parlando

 

Abbiamo testato Fort Solis sulla seguente configurazione:

 

AMD Ryzen 7 3700x @ 3.60 GHz

Gigabyte RTX AORUS Master 3080 Ti 12Gb

Corsair Vengeance RGB RT 32GB DDR4 3600MHz

Monitor LG 34GN850 a risoluzione 3440x1440 (21:9)

 

A discapito di quello che viene in mente di solito pensando a giochi o studi indie, il lavoro compiuto da Fallen Leaf e Black Drakkar Games sul versante grafico è spaventoso. Con impostazioni grafiche al massimo e DLSS attivato in modalità bilanciata, il gioco oscillava tra i 50FPS e gli 80FPS, con cali maggiori e fastidiosi che si verificavano soprattutto spostandosi da una macro-zona ad un'altra. Ottima la recitazione vocale e in mo-cap da parte di tutti gli attori, il tutto reso in maniera quasi spaventosa dall'UE5.2. Non da meno il comparto sonoro, capace da solo di creare un'atmosfera opprimente e a tratti palesemente inquietante.

 

In conclusione

 

Si può dire che quello di Fort Solis sia, tutto sommato, un esperimento riuscito: un thriller che riesce a tenere con il fiato sospeso e a spingere il giocatore ad andare avanti pur di sapere cosa è accaduto (o sta accadendo) ai membri dell'equipaggio della base. A una storia ben scritta e rappresentata con una grafica "spacca-mascella" non si associa tuttavia un gameplay che può definirsi tale ma, d'altronde, questa è anche la natura intrinseca di questi prodotti ibridi tra cinema e videogaming. Sicuramente non un'esperienza per tutti ma, al netto delle carenze "ludiche", possiamo dire che le 4 ore che abbiamo passato su Marte ci hanno messo una gran voglia di rimanere qui tranquilli sulla Terra, con buona pace di Elon Musk.

 

7.5Voto KotaWorld.it9Grafica6Gameplay7.5Ottimizzazione

 

 

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