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La tetra Recensione di Decarnation per PC
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La tetra Recensione di Decarnation per PC

 

War santo subito

 

Situazione: mi trovo a navigare su internet mentre sono seduto su quel trono (si, proprio quello dove ci sediamo tutti e ci sentiamo tutti re). Il signor Google mi propone mentre scrollo come uno zombie le centinaia di ca**ate  che si trovano in rete, il solito insomma. A una certa, vedo una pubblicità che mi attrae. Perché Mr. G lo sa cosa mi piace, visto che si mangia i miei biscotti (mi riferisco ai cookies ndr). Il fatto è che io sono una di quelle persone parecchio cliché a cui piacciono metal e film horror, quindi era facilissimo acchiappare la mia attenzione con le immagini di un giochino horror/psicologico (indie e pixelloso, che chi mi segue lo sa… non voglio aggiungere altro). A quel punto ho fatto un verso di sorpresa alla Homer Simpson e mi sono andato a vedere il trailer. Due minuti dopo avevo il sedere pulito e Decarnation sulla mia lista dei desideri di Steam.

Certo, con il team di developer (Atelier QDB) capitanato da uno con un nome impronunciabile (ndr Quentin De Beukelaer), ma con un background di lavoro su giochi come Assassin’s Creed e Ghost Recon, era difficile non captare la mia attenzione e anche quella dell’azienda Shiro Unlimited si è presa in carico l’editing.

Ma ecco che BAM! Mi arriva War a gamba tesa una manciata di ore dopo e praticamente avendomi letto nel pensiero mi scrive su Whatsapp “ci avrebbero dato Decarnation da recensire”. Avete presente Gollum? Ecco. Ho detto tutto. Trenta secondi dopo il giochillo era fuori dalla mia lista desideri e dentro la mia libreria. War santo subito.

 

 

 

Una storia raccontata davvero bene

 

Mi siedo in poltrona, doppioclicko sul collegamento sul desktop ed ecco che vengo salutato da una rilassante schermata in cui appare una persona apparentemente di sesso femminile che dice ad un bambino “mi spiace, ma questo gioco non è adatto a te”. Mi stavo già sfregando le mani aspettandomi squartamenti, budella che volano e una storia contorta tanto da farmi venire il PTSD. Calcio d’inizio e vengo spiazzato subito (con mio sommo godimento, perché non è facile): la storia si sviluppa attorno alla vita di una cabarettista parigina di nome Gloria, ma non una cabarettista tipo Claudio Bisio in versione femminile. Parlo di cabarettiste stile Moulin Rouge, conoscete? (ndr andateci se vi capita, è onestamente uno spettacolo fantastico)

A causa del suo fascino, Gloria è vittima del comportamento di alcune persone a lei vicine che la trattano un po’ come se fosse un oggetto… Fino a quando vittima non ci diviene davvero, ma per altri motivi (e non voglio spoilerare nulla). Da quel momento in poi Decarnation diviene un viaggio fatto di vita reale, fantasie e sogni, e a voi dietro lo schermo sembrerà sempre più che il personaggio da voi controllato stia discendendo inesorabilmente ed inevitabilmente verso l’inferno.

 

Ambienti alla David Lynch

 

Sebbene i mostri fatti di ammassi di carne contorta fossero evidenti già dal trailer, la discesa nelle tenebre è rappresentata non solo da personaggi – o mostri – ma anche da ambienti che diventano sempre più sporchi, più abbandonati, più assurdi, con dettagli che, sebbene la grafica retrò non possa rendere perfettamente, rivelano tutte le ore che i 7 sviluppatori die Atelier QDB hanno sicuramente passato a realizzarla. Nonostante il gioco abbia somiglianze addirittura con alcuni titoli che ho visto sul Game Boy, le animazioni sono milioni di anni luce più moderne e rendono perfettamente l’idea di ogni piccola azione dei personaggi. Illuminazione e palette di colori sono utilizzati al meglio e fanno un lavoro incredibile sul mood, ma a completare l’opera ci sono le musiche di Akira Yamaoka (compositore anche per Silent Hill, fatevi un’idea) tra gli altri artisti (comunque notevoli). Perfino gli effetti sonori che imitano il parlare dei personaggi sono piacevoli.

 

 

La questione gameplay

 

Parliamoci chiaro, Decarnation è bello. Per 15€ su Steam e Nintendo Switch, vale davvero la pena (peccato per la traduzione in italiano mancante considerato che c’è il polacco… Mo, tutto il bene ai polacchi, ma perché la Polonia si e l’Italia no? Il gioco è Francese!). Ma il gioco è almeno divertente? Eh… Nì. Cioè, dovreste giocare a Decarnation con l’intenzione di guardare un bel film. A parte alcuni puzzle (decisamente tranquilli), qualche mini-gioco (che comunque non mi pare abbiano risvolti nel gioco) e un paio di “combattimenti” carini, non c’è molto da fare. Si va in giro, si leggono i dialoghi, si osservano i paesaggi e si vive la storia. Per un totale di 4 ore e mezza circa di divertimento completamente bug-free e free anche da qualsivoglia problema grafico.

 

 

Non posso dunque calarmi le braghe e mettermi a correre per la strada roteando le mutande sopra la mia testa dopo averci giocato, ma sicuramente è un buon titolo che consiglio a molti. Certo, sarebbe stato bello rigiocarlo per ottenere, che so… un finale alternativo, una robetta davvero alla Silent Hill, ma vabbé, ci può comunque stare.

8.3Voto KotaWorld.it10Grafica7Gameplay8Ottimizzazione

 

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