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Red Dead Redemption 2 - Non sei ancora innamorato dei western?

Lo so. Oramai la recensione su questo l’hanno fatta tutti e blah blah blah… Ma la realtà dei fatti è che uno ad un gioco ci deve stare diverse ore prima di dare un giudizio serio. Un po’ come il vino, se volete: quando aprite una bottiglia, se la versate nel decanter, il vino prenderà aria sprigionando tutta una serie di profumi e di gusti. Guardate “Game of Thrones”. Se avessi scritto la recensione prima di vedere il finale, sarebbe stata tutta rose e fiori e invece adesso posso dire di dover evitare persino la scrittura perché se no mi prendo una denuncia per vilipendio alle religioni.

Lo so. Sto divagando per non dover ammettere di essere pigro e di non darmi da fare. Ma eccoci qua pronti per una nuova recensione. Stavolta ho nelle mie mani (virtuali - in realtà sono le mani di Steam) RDR2, l’ultimo open-world di Rockstar Games.

A me i giochi in cui stai lì ed hai MILLE (rispetto per chi legge quel “mille” con l’accento dell’ingegner Cane) kilometri quadrati da esplorare non sono mai piaciuti. Tra una quest e l’altra ci sono sempre troppi tempi morti e va a finire che ci siano talmente tante cose da fare, che io alla fine mi rompa e nemmeno finisca la storia principale. A Red Dead Redemption 2 però ci gioco volentieri. Lo faccio perché nonostante le MILLEMILA cose da poter fare, la storia è fluida e le side-quest sono proprio belle! Oltretutto dal punto A al punto B trovo sempre qualcosa di collaterale da fare.

Le musiche da western piacerebbero anche a quel patito di mio padre, ma quello che mi ha colpito di più sono le animazioni e i dialoghi veramente curati nel dettaglio. Se questo è il benchmark per un gioco che al momento si trova per meno di 50€, beh, sono lieto di averci speso quei soldi. La grafica è per questo istante storico prossima alla perfezione (i riflessi dell’acqua, le tracce sul terreno… Bellerrimi!) e l’unico piccolo difetto che io possa trovare nel gioco è la gestione degli oggetti, non esattamente pc-friendly (cattive console! Cattive!).

Ci sono addirittura due modalità di gioco, la prima (storia) che è già lunga e fantastica di per se e la seconda (RDR online) che è praticamente una seconda storia con sessioni online di collaborazione o pvp.

Per me, capolavoro (per Pedro, la cipolla).

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Qualche informazione a riguardo

Noldor (aka Commodoro), classe ’84, ingegnero, grammar-nazi (ma in un mondo in cui la lingua italiana viene continuamente storpiata, tanto vale darsi dell’ingegnerO). Appassionato di film e serie tv, non disdegna cartoni animati e commedie romantiche, anche se la sua vera passione sono gli horror e i B-movies. Inguaribile buonista, al punto di non riuscire a selezionare le opzioni “cattive” quando nei giochi di ruolo si presenta la scelta. I suoi amici lo definirebbero “nutelloso”. Ultras di PUBG.

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