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Blacktail - La Recensione (PC)
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Blacktail - La Recensione (PC)

Blacktail è un gioco sviluppato da THE PARASIGHT e pubblicato da Focus Entertainment. Ci tengo a sottolineare che THE PARASIGHT è uno studio di modeste dimensioni (contiamo un organico di 30 persone, che sono perlopiù veterani del settore videoludico), quindi anche se le immagini e i trailer erano un ottimo inizio, mi sono catapultato all'interno di gioco con i piedi per terra, senza aspettarmi nessun fattore wow. Apro il gioco, creo un file di salvataggio e inizio la mia avventura. Andiamo a scoprire insieme quali sono i pregi e i difetti di questo mondo fatato!

 

Il protagonista assoluto: il folklore

 

Colorato, grande e variegato; tre aggettivi con cui voglio descrivere il mondo fantasy in cui Blacktail si vuole raccontare. Ci troviamo subito in una foresta che, a tratti, risulta parecchio inquietante; qui avremmo i nostri primi accenni di gameplay che fungeranno da tutorial, per prendere confidenza con le meccaniche base del gioco.

Impariamo subito il nome della protagonista: Yaga, ragazza sedicenne dotata di alcune capacità misteriose, che viene esiliata dal suo villaggio in quanto accusata di saper padroneggiare le arti della stregoneria. Nell'insediamento, insieme alla sorella Zora, troviamo Dracoy, Volko e Slavitza, coetanei della protagonista. Ad un tratto una voce all'interno della testa di Yaga, ci avvisa della scomparsa dei suoi amici, ma soprattutto della sorella.

Appresa la notizia, Yaga non ci pensa due volte, si rimbocca le maniche e parte per un viaggio che, si spera, possa portare alla verità, in modo da poter rivelare l'origine dei suoi macabri poteri e la scomparsa dei suoi piccoli amici.

Questa è la premessa generale su cui si basa Blacktail, accompagnato da un cast di personaggi dotati di una buona caratterizzazione ed uno sviluppo non lineare, il che rende molto gradevoli le 20 ore circa che passeremo assieme a loro. I miei preferiti, in ogni caso, rimangono Baba, Yaga e il Signor Larva che, senza ombra di dubbio, denotano il grande amore di THE PARASIGHT per la cultura slava, omaggiata proprio tramite questa loro opera prima...ma parliamo un po' di meccaniche e gameplay.

 

Ma quanto è bello passeggiare con le voci nella testa

 

Inizialmente abbandonata a se stessa, Yaga imparare a sopravvivere e a cavarsela da sola nella foresta. Dotata di arco e frecce, sarà fondamentale per lei imparare a cacciare e cucinare la selvaggina abbattuta sul falò (garantendo inoltre boosts temporanei a Yaga). Ed è proprio mentre ci accingeremo nella nostra prima battuta di caccia che scopriremo una delle meccaniche fondamentali di Blacktail, ovvero l'esplorazione.

Gli scenari immaginati da THE PARASIGHT variano da foreste incantate a valli ghiacciate, passando per paesaggi autunnali e insalubri paludi. La componente esplorativa, vissuta con la visuale in prima persona, all'inizio può sembrare marginale e futile, in quanto la trama ci raccoglie sin da subito e ci travolge, tuttavia, con l'andar del tempo, comprenderemo che molte risorse e molti bonus possono essere accumulati semplicemente curiosando qua e là.

In sostanza, l'esplorazione confida nell'abilità del giocatore di svelare i vari misteri che avvolgono il mondo di gioco, che sia tramite il ritrovamento di reperti nascosti (i quali contengono anche dei frammenti di lore interessanti), oppure di forzieri che possono contenere oggetti per il crafting di base, e infine dei "Denti", fondamentali per il potenziamento e lo sblocco delle abilità del consistente skill-tree.

Per concludere il segmento esplorazione, è necessario sottolineare la mancanza di un viaggio rapido "libero" (a.k.a. teletrasporto) all'interno di Blacktail. Grave mancanza sul fronte della quality of life, proprio perchè per viaggiare velocemente attraverso l'open world esistono solo due modalitài gatti magici, che ci trasferiranno al centro della mappa da dove potremo "comodamente" raggiungere uno dei quattro biomi a piedi, oppure dei monumenti di colori differenti, che limiteranno la nostra capacità di teletrasporto al monumento dello stesso colore più vicino a noi. 

 

 

Non importa a nessuno se sei buono o cattivo

 

E fin qui mi direte che il gioco sembra solido, a parte qualche piccola pecca. Giungiamo dunque al punto critico dove (per me) casca l'asino: parliamo della dinamica dell'allineamento.

Nei giochi ADORO quando puoi decidere di impersonare il buono o il cattivo della situazione, tramite azioni, decisioni e gesti compiuti durante le ore di gioco. Quindi, quando sono venuto a conoscenza di questa dinamica all'interno di Blacktail, ero veramente contento e pieno di aspettative sui possibili cambiamenti che avrebbero potuto interessare i poteri dei Yaga, le sue interazioni con il mondo di gioco e, potenzialmente, anche dei possibili risvolti nella storia.

Nulla di tutto questo è nel gioco.

La dinamica dell'allineamento è pressochè inutile; è resettabile e invertibile in modo molto semplice, non cambia assolutamente niente nel mondo di gioco e apparentemente uccidere uno scoiattolo è immorale ma uccidere un cervo per mangiarlo no (?). Insomma, a mio parere dare più importanza e profondità questa dinamica avrebbe veramente rappresentato un punto di svolta (in positivo) per il gioco.

 

Never bring a bow to a knife fight...

 

Passiamo ora al sistema di combattimento che ha i suoi difetti ma non è neanche il vero fulcro del gioco. Partiamo dicendo che Blacktail si fonda interamente su un combattimento a media distanza, grazie al fedelissimo arco e le preziose frecce.

Il combattimento, per quanto ispirato e alle volte meccanicamente interessante, risulta impreciso, le hitbox dei nemici e soprattutto quelle del nostro personaggio sembrano sempre off.

Il tutto è accentuato da un level design artisticamente molto bello (approfondiremo dopo), ma putroppo debole a livello di possibilità di gameplay: combattere all'interno del mondo di Blacktail è in qualche modo claustrofobico, il tutto peggiorato dalle infinite ondate di nemici che Battaglia delle Termopili spostati.

Nel nostro arsenale abbiamo inoltre ben poco per intrattenere un combattimento close range, l'attacco di rimando o il potere magico che crea un'onda d'urto, senza togliere HP, non sono abbastanza per sopravvivere una volta persa posizione...e ci sta che sia una pippa io eh, però, insomma, put some respect on my name. Il mio personalissimo consiglio è di evitare il più possibile i combattimenti, rovinano la bellezza dell'esplorazione e della narrazione assai ispirata.

 

 

La vera passione di questo gioco

 

Andando a riprende il discorso sul profilo artistico, Blacktail è decisamente dotato di carattere. La parte che ho apprezzato di più sono dei piccoli segmenti platform 2.5D che, a livello di gameplay e art direction, sono veramente dei piccoli capolavori, avrei giocato altri 12 livelli e mezzo solo di questo.

La grafica 3D non è sicuramente all'ultimo grido, ma fa assolutamente giustizia al titolo, grazie soprattutto ad una palette colori semplicemente immacolata. L'artstyle di Blacktail, dunque, assieme alla narrazione e la passione nel racconto dei miti slavi, rappresentano i veri punti di forza del gioco, andando a controbilanciare invece le pecche di cui parlavamo prima.

 

Profilo tecnico e conclusioni

 

A livello tecnico abbiamo è stato impossibile non notare qualche calo di frame-rate durante i combattimenti. Nel menù è possibile impostare la modalità video che più ci si addice, si potrà scegliere tra qualità o performance ed il frame-rate può essere impostato a 30 o 60 FPS, con la possibilità, infine, di non mettere alcun limite. Il doppiaggio in inglese è di qualità e il sistema di comandi, per quanto standard, fa assolutamente il lavoro che deve fare.

In conclusione Blacktail mi ha lasciato in tutta onestà un po' l'amaro in bocca, perchè potrebbe veramente essere un titolo di livello, con qualche rivisitazione e aggiustamento. L'opera prima di THE PARASIGHT è stata rilasciata il 15 dicembre 2022 su Playstation 5, Xbox Series X e Series S e Steam.

 

6.8Voto KotaWorld.it8Grafica6Gameplay6.5Ottimizzazione

 

 

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