Teal & Orange, affogarsi nel blu

Teal & Orange, affogarsi nel blu

Nell’era digitale della cinematografia il lavoro di post-processing dei video acquisiti è impressionante. Si arriva a passare tanto più tempo a regolare i parametri dei vari spezzoni che compongono il film che in effetti girare più volte la stessa scena. 


Una tecnica in particolare utilizzata nelle riprese dei nuovi film è il così detto Teal & Orange”.

Tale tecnica si basa sul mettere in risalto la pelle degli attori per amaliare meglio l’occhio umano che guarda il film. In parole povere si usano come colori di sfondo, o che comunque circondano il personaggio inquadrato, sfumature opposte al colore della pelle umana la quale è generalmente tendente all'arancione, in tal caso l’azzurrino o in inglese “Teal”.

L’attore risulta così in risalto attraverso la complementarietà dei colori, cioè quando due colori sommati tra loro danno come risultato una luce bianca acromatica.

 

Per quanto sia chiaro non sia una tecnica sbagliata è utilizzata sempre di più e in alcuni casi fino all'esagerazione trasformando colori naturali come il bianco o il grigio in una tavola azzurra a creare il contrasto.

Vi è una diffusione così elevata in alcuni film che i colori “naturali” vengono del tutto snaturati pur di mettere di creare quel pochino in più di contrasto per il protagonista, quando mai abbiamo visto interi negozi azzurri? Eppure in film come “Glass” ecco qua che i fumetti e lo scaffale di per sè bianchi diventino sfumati di una tinta cromatica tendente al blu

In Gemini Man la strada di notte e le sue luci emettono luci blu 

In Avengers i palazzi distrutti e le loro ceneri sono intrise di arancione 

E così possiamo andare avanti per tanto a sottolineare come non abbia importanza il genere del film o il modo in cui venga girato, difatti è ancora più improprio l’uso di questo effetto in “The Revenant”, dove era stato pubblicizzato per aver utilizzato solo luci naturali ma poi appena può si mettono anche là di buon impegno a trasformare la foresta in turchese, dimenticandosi del verde scuro degli alberi che la compongono e del marrone dei suoi rami.

 

Come già affermato in precedenza non è l’effetto in sè il problema, nulla si toglike alla volontà di mettere in risalto i nostri attori, il problema sta nella volontà di mettere tale effetto in ogni singolo film fino all’esasperazione, dimenticarsi dei colori naturali per creare una sfumatura unica, sbiadita e di arancione o blu.

 

Per fortuna ad ora non si registra tale imposizione di questi colori nei videogiochi dove rimane tale effetto relegato alle copertine degli stessi. Un lume verrà acceso stanotte nella speranza che ciò rimanga tale.

KotaWorld - Autore
Qualche informazione a riguardo

Romeo o Stain se mai mi troverai sul campo di battaglia... 25 anni e sentirli tutti, aspetta, forse non doveva essere così… Nato a Treviso e portato di qua e di là negli ultimi anni tra sogni e lavoro. Dopo diversi anni dedicati dalla prima alla terza Playstation mi sono convertito al pc gaming con una parentesi di amore e odio con la Asus e i loro portatili. E sempre nella volontà di star dietro ad un sogno eccomi qua a scrivere di game e di tech.

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